Guardo.

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Guardo in faccia la realtà e mi dico “Wow, quanto è concreta!”
Sapete, non sono uno di quelli che si guarda allo specchio e vede il suo riflesso. In realtà osservo, gioisco e la realtà stessa si presenta in varie forme. In bagno ad esempio, non mi faccio la barba perché la realtà deve stare di fronte a me.

Quando guido, non parlo da solo. C’è la realtà che sta accanto a me e mi parla di cose reali e concrete. Talmente immanente che mi sento quasi schiacciato, poi un tir mi passa accanto e lo spazio diventa ancora più angusto.

Quando lavoro, c’è la realtà che mi manda ogni dieci minuti una casella di spam. Una vera, mica di pixel.

Quando pranzo o ceno, vuoi mettere una bella spaghettata aglio, olio e realtà?

Insomma ho un bel daffare. Scusate, mi squilla il telefono.

“Pronto?”

“Ciao, sono la Realtà”

Oddio.

“Scusa, adesso non posso parlare. Che ne dici di vederci, almeno possiamo confrontarci faccia a faccia?”

“Oh, va bene. Incontriamoci alle 20,17 davanti alla statua di piazza Bratoffo, a tre passi a destra del lampione più vicino. Io spunterò da dietro la statua, quindi sappiti organizzare”

Cavolo, che concretezza.

“Allora, cos’è che volevi dirmi?” mi chiede, proprio a quell’orario e spuntando proprio da dove aveva detto.

“Voglio lasciare un po’ di spazio alla mia immaginazione” confido. “Non puoi pensare all’eventualità di lasciarmi un minimo in pace?”

La realtà rimane basita. “Ma… come? Io credevo che tutti gli esseri umani vogliano avere concretezza, pensare alle cose materiali per garantirsi la vita, ma…”

“Ma abbiamo bisogno di svagare un po’ la fantasia. Non ti sei mai vista allo specchio? Sei così grigia, e spenta”

La realtà estrae un piccolo vetro dal nulla e deglutisce. Ha anche vistose occhiaie e, riguardo al fisico, è un po’ deperita. “Oh… allora ti permetterò di lasciarti andare. Va bene anche guardare un film, fare sport, dipingere, leggere un bel libro che non sia un saggio o un testo didattico. Sì, te lo permetterò! In fondo, l’arcobaleno è uno spettro di colori, ed io non ti posso spiegare l’amore, la gioia, l’attesa, la malinconia o la risata”

Annuisco. Anche la realtà ha capito.

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