Le avventure delle nuvole/17

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Le avventure del vento

Karen, il Cumulo donna, sentiva di aver combinato un grosso pasticcio, e per pasticcio non intendeva il succulento quadrato di melanzane che poi si coprivano colò pomodoro e si mettevano nel forno, no, lei aveva fatto cadere un Ufo per terra e tutti gli umani lo stavano studiano. Inoltre, aveva azionato il vento, il quale stava spostando tutti i suoi colleghi, persino i Cirri.
Molti erano terrorizzati, altri indagavano. Il vento, in vece, era piuttosto felice.
“Dobbiamo ringraziare chi ci ha azionati” osservò Pierfrassino, il vento tuttofare. “Adesso posso davvero presentarmi”
Karen, invece, andò dietro il vento e, preso un bavaglio al cloroformio, glielo fece respirare e trascinandolo in un angolo di cielo decise di farlo confessare.
Georgino, un aeroplano che stava passando proprio per quelle latitudini, notò quell’infrazione della legge e andò a curiosare, anche se era fuori rotta.
Ormai si conosceva, la curiosità andava oltre i propri limiti.
“È Karen” disse tra sé. “Chissà cosa sta facendo al vento.”
Karen aveva lo sguardo furtivo, tanto che alcune Virghe si erano persino allontanate perché intimorite e desiderose di non voler essere invischiate da quell’episodio.
“Allora” sibilò Karen, piena d’astio verso il vento, che continuava a sbuffare anche suo malgrado. “Dimmi come fare a farti rientrare di nuovo nei ranghi e recuperare la navicella ufo che è caduta fra gli umani”
“Ma non lo so… ahi! Lasciami!” esclamò il vento, che lentamente prese a gonfiarsi. Karen non ci fece caso.
“Prova con una canna da pesca!” tentò. Il Cumulo, assumendo un’espressione perplessa e arc igna allo stesso tempo, estrasse il suo Cloud e compose un numero lunghissimo, che serviva a chiamare i Cirrocumuli.
“Pronto” chiesero.
“Qua mi si dice di usare una canna da pesca” disse Karen.
“Ah-ha! Allora sei stata tu che ha fatto cadere il disco volante per terra! E noi che lo cercavamo nei posti più disparati! Maledetta dipendente!”
Karen comprese di aver fatto un errore molto stupido. La cosa doveva rimanere segreta, e lei aveva preso lo stesso a chiamare.
Fu allora che intervenne Georgino, pronto a catturare Karen e portarla verso tutt’altra zona del mondo, ma il vento riuscì a divincolarsi dalla stretta morsa della nuvola e a soffiare ovunque.
Il povero apparecchio per il volo si ritrovò dunque dentro un violento uragano e non precipitò solo per la grande abilità dei propri piloti, che erano stati addestrati da Eolo.
Gianfrassino, alla fine di quel suo sfogo, sbuffò sonoramente.
“È il momento di fare sapere a tutti chi comanda” si disse. “Sono stato rapito dal Cumulo, è vero, e probabilmente adesso anche i piani alti mi stanno dando la caccia. Ma, fra una cosa solida e una cosa gassosa, si sa bene chi vince!”
“Il tè alla pesca!” esclamò una Virga. Il vento girò su se stesso e divenne un tornado.
“Non è il momento delle stupidaggini, mia cara… chiunque tu sia” disse il Vento. “Invece, sarebbe d’uopo far rinfrescare con una piacevole brezzolina”
E così accadde. Karen e le altre nuvole furono rinfrescate dalla piacevole brezzolina di cui sopra e i Cirri rifletterono intensamente.
“Chissà cosa sta cercando di dirci…” prese a dire Ciro.
“Secondo me sta confondendo le acque” disse Piero il Cirro.
“Ma secondo voi, nove per nove farà ottantuno… o lo avrebbe fatto? O lo aveva fatto?” si chiedevano disperate le acque. Le nuvole non potevano sentirle.
Il vento sì. Il vento sì, e ridacchiava.

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