La casa dello scrittore.

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Che dire della mia casa?
Lo sapete? Chi di voi ha mai ascoltato un mio racconto, o solo letto? Forse vi ricorderete di me per la voce degli oggetti, o semplicemente perché incespico mentre leggo, o anche solo perché sono quello che sta sulle sue.
Ebbene, qual è la mia casa?
C’è gente che si fa strane idee. Ebbene, in questa sede posso ben dire che queste strane idee sono tutte azzeccate.
Vivo a casa col perfido Lord Banana, ho una sedia volante e, a volte, le sbarre del letto mi sorridono. Quando esco, mi metto in diversi posti felici: indimenticabile l’esperienza del Teatro Massimo, della Torre di San Nicolò, della Magione. Vado a scrivere, da solo, sui gradini del portico di Porta Felice, quello che si affaccia al prato. Ovviamente, quando è una bella giornata, i gradini sono asciutti e il mondo è un po’ più felice.
Il Newbook mi ha restituito la carta e la penna in un mondo fatto di tastiere, puntatori e file su file ancora incompleti. Casa mia, la casa di un autore, è dove appunto ci sono i mezzi per scrivere. Che dire di un bicchiere? O un tavolo, o qualsiasi altro dettaglio che può comporre quello che mi circonda? Semplicemente, diventerà il protagonista della mia prossima storia, qualunque possa essere il tema del Newbookclub.
E, una volta giunto il mio turno per leggere, le mie orecchie saranno tese alla prossima risata, all’atmosfera leggera, agli occhi che fissano il proprio vicino di posto chiedendosi da quale pianeta proviene un ragazzo che, nel suo piccolo, cerca di aiutare le persone in questo modo, perché è l’unico che ritiene possibile per se stesso, se è vero com’è vero che ognuno di noi ha un talento da mettere a disposizione per il prossimo.
Questa è dunque la mia casa. Non avrà molte stanze e si compone solo di carta e penna, però vi posso assicurare che la mia porta è sempre aperta… anzi, sapete cosa? La rimuovo del tutto! In modo che possa essere accogliente, per tutta la gente che vuole entrare e rimanere ad ascoltare, sapendo anche che si può uscire in qualsiasi momento.
“Ehi ma allora io non posso più flirtare con gli infissi”
No, porta, non puoi flirtare con gli infissi. Anche per la semplice motivazione che siete sproporzionati.

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