Le avventure di Giraven/50

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e la maledizione del forziere fantasma

“Chi ci dice che la storia che stai per raccontare è vera?” si chiede giustamente un Cobo.

“Ahahahahaha! Chi ce lo dice? Molto divertente!” ne ride la iena.

“Zitti tutti, sta per parlare il sovrano” dice il babbuino, ma nessuno lo ascolta mai, non da quando si è scoperta la sua passione per le banane.

“Grazie, Bab. Dicevo, la savana è un luogo misterioso, pieno di segreti, e non è un caso che oggi Linux e Giraven si siano dati botte da orbi. Si dice che il vero motivo per cui la savana è in pericolo si nasconda in un forziere fantasma”

“Che forziere? Dove? Perché? Tutti sono ansiosi!” dice lo sciacallo.

“Certo, Sciacallo, sto rispondendo. Dentro questo forziere fantasma è nascosta una pergamena scritta in lingua umana”

“Oh, acciderbolina! E dire che c’ero quasi!” schiocca le dita, il babbuino. Lo sciacallo gli chiede: “Cosa si prova a non essere un umano vero?”

“Zitto, non infierire nelle piaghe degli animali solo perché fa audience. Ora, si tramanda fra noi leoni il vero significato di questa pergamena, ma che personalmente non ho mai letto. Chi vuole venire con me a leggerla?”

Un antilope saltarupi salta così in alto che il re crede che anche lui voglia unirsi. “Benissimo. E tu, Linux? Giraven?”

Così, loro tre e l’Oritteropo si avviano verso questa cerca.

Il leone è un’ottima guida, c’è da dire questo. Dopo aver allontanato col suo ruggito diversi fotoreporter e aver convinto l’elefante a non cedere i suoi corni d’avorio a un contrabbandiere con gli occhi a forma di dollaro, arrivano subito immediatamente in un luogo quasi desolato ove si nasconde una specie  di buco.

“Oritteropo, mi sa che adesso tocca a te” dice il leone, e quello senza pensarci due volte si tuffa sprezzante del pericolo, per poi tornarne una decina di secondi dopo, non prima dunque di aver proferito improperi in Oritteropese, quindi è inutile che li segnali visto che non lo capireste.

In ogni caso, dieci secondi netti dopo l’Oritteropo ritorna con l’obiettivo, ovvero il recupero di un forziere in noce che rivede la luce da chissà quante migliaia di giorni.

“Allora non era poi tanto fantasma”  osserva Giraven. il leone taglia corto e gli ordina “Distruggi il forziere, piuttosto, ma solo per aprirlo, perché voglio vedere questa pergamena”

Giraven fa quanto detto e il forziere si apre, rivelando una pergamena consunta e dalla calligrafia sbiadita.

“Uhm… non mi fido, la scannerizzo” dice Linux, che lui lo sa fare. Così, ignorando l’antilope saltarupi che saltella in preda alla tensione, verifica che in effetti non ci sono virus o altre cose strane. E voglio dire, è un Linux.

Alla fine, nessuno sa leggere l’umano, ma srotolando il rotolo si accorgono che in realtà non è mai esistito, in quanto questo scompare in una nuvola di fumo.

 

 

 

Quindi non era il forziere ad essere fantasma, ma la pergamena scritta in lingua umana! Il giallo si fa semrpe più appassionante, e io fremo dal pubblicare il prossimo capitolo! Non vedete l’ora anche voi? 

No?

Ok, allora ci vediamo la prossima settimana!

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