Quel che un asparago avrebbe detto…/18

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18 … se tre per quattro facesse dodici

L’esperienza del tema di classe e dello jogging segnò molto il povero asparago, che smise di correre la domenica, spostando la sua attività fisica il sabato. Non sapeva, tuttavia, che il sabato assomigliava molto al lunedì in quel periodo, così si ritrovò piuttosto disorientato.
“Ma scusate, perché nessuno compra la pizza?” si ritrovò a chiedere un giorno al calendario, e quello per tutta risposta fischiava facendo finta di niente.
“Perché oggi è lunedì, e tutti i barbieri sono chiusi, povero fesso!” rispose alla fine, e, abbassando una leva, l’asparago si ritrovò in un limbo spazio temporale in cui si ballava il limbo.
“Vieni, vieni anche tu nell’eccezionale festa in spiaggia!” gridò qualcuno dal fondo. C’era un grande falò e un’asta per quel ballo stupido. Lui, essendo un asparago, sarebbe stato invincibile in quella gara, così decise di non partecipare nemmeno. Votò loro le spalle e, camminando nel vuoto, senza nemmeno sapere quale fosse il pavimento e quale il soffitto, gli si parò davanti il numero dodici.
“Fermo lì. Hai rifiutato l’eccezionale gara del limbo in spiaggia.” espordì senza mezzi termini.
“Come se fosse un peccato mortale, suvvia! Sappiamo tutti che nessuno conosce il vero inizio della festa! Tutti i partecipanti sono lì da tempo immemore, costretti a rivivere la stessa serata per sempre, in un loop senza fine né pietà!”
“Corbezzoli!” esclamò sorpreso il dodici.
“No, sono un asparago”
“Lo so, mi stavo solo chiedendo come avessi fatto a indovinare il nostro segreto impenetrabile”
La verdura sospirò, e tirò fuori la sua personale pistola a raggi laser. “Ho già il colpo in canna” disse. “Togliti, numero dodici, ché ho già dodici motivi per farti fuori”
“Oh no, pietà!” esclamò lui. “Certe volte non si sa proprio cosa scegliere: se essere carbonizzato da un asparago come te oppure rispondere alla domanda del tre per quattro”
“Che non esiste neanche come sconto” concluse lui per il numero.

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