Quel che un asparago avrebbe detto…/19

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19 … se volessi parlare di arance

L’arancia Frank cominciò a parlare.
“Ehi, Franca! Franca?” chiese, con fare scatenato. “Sai per caso qual è il colmo per l’Olimpo?”
L’arancia nominata Franca sospirò. “Ogni giorno. Ogni giorno, Pedrito! Mi fai perdere la concentrazione. E dire che stavolta ce l’avevo quasi fatta”
“Ma non mi chiamo Pedrito, mi chiamo Frank” la corresse lui, seccato. “E comunque non so se vuoi conoscere davvero il colmo per l’Olimpo”
“Beh, davanti alla cattura di una mosca cosa vuoi che sia. Oppure mi vuoi dire che tu ti voglia paragonare agli dei? Prendiamo per esempio Zeus, no? Lui lancia i fulmini, quindi a noi arance sta antipatico”
Frank non ci aveva pensato. “Va bene, ma io avevo chiesto un’altra cosa. Non mi interessano gli dei, né Zeus, né Poseidone né qualcun altro che non mi viene in questo momento”
“Peccato però” disse Franca. “Adesso sta’ un po’ zitto che devo catturare la mosca”
In effetti c’era un insetto che stava girando da un po’ in mezzo all’aranceto. In particolare, preferiva l’arancia femmina piuttosto che Pedrito. Quest’ultimo però non le fece una colpa: lui era troppo impegnato a studiare colmi, e non dovevano essere le mosche a fermarlo.
“Ok, stavolta ce l’ho: sai qual è il colmo per la chimica?”
“La chimica!”
“La chimica, esatto” ripeté Frank, o Pedrito, ma si chiamava anche Telegrammo in qualche occasione. “Vuoi sentirla?”
“Maledizione! Non vedi che ce l’avevo quasi fatta? Sta’ a vedere?”
La mosca si posò ancora una volta su di lei. Franca, tuttavia, era concentratissima.
“Il piano è quello di far scaturire da me stessa l’incredibile energia arancione delle arance sacre che finché fanno ancora parte dell’agrumeto sono al pieno del loro potere, non come le spremute”
La mosca cominciò a sfregarsi le zampe. Poi di nuovo. Ancora una volta.
“Franca? Non sta venendo fuori niente. Forse mi aspettavo che tu vibrassi e emanassi davvero, che so, delle vibrazioni arancioni. Un po’ come dire Giuliarancione, e la sua lucente buccia, il suo nome è come uno spremiagrumi”
La mosca volò via.
“Non devi metterti a cantare!” sbraitò Franca, ma, in quel momento, venne colta dall’albero da un asparago.

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