Quel che un asparago avrebbe detto…/20

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20 … se le automobili somigliassero a gufi

Un asparago stava mangiando dell’ottima arancia.
“Sembra proprio che siano venuti fuori dei succhi di prima qualità. Ottimo, questo agrumeto, mi devo informare su dove si trova” cominciò a dire. “Piuttosto, tu, avevi detto che dovevamo andare in quel posto di dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?”
“Non so, credo” rispose l’altro.
“Mi dici chi sei?” insisté l’asparago. L’altro posò la sua arancia. Sembrava acida, di sicuro in vita era stata sarcastica o, peggio ancora, inventava colmi.
“Te l’ho detto cento volte. Appartengo alla tua stessa famiglia, te lo posso assicurare. Il fatto che tu sia così brutto mentre io sono un fiore non me lo spiego, ma tant’è. In noi scorre lo stesso sangue ed è per questo che voglio portarti in questo posto speciale”
“Ma almeno sapessi come ti chiami” ribatté lui.
“Paradisea Liliastrum” si presentò. “Ho scoperto che siamo parenti solo stamattina, così mi sono precipitata. Non pensavo che però mangiassi arance, mi sarei preparata diversamente. Ad esempio avrei portato un’armatura, o scolato la pasta, o scolato l’armatura vestendomi di pasta, insomma, dipende”
“Paradisea Liliastrum, mentre io mi chiamo…? Asaragus officinalis?”
“Esatto, quindi sei un meccanico per vocazione” disse lei. “Andiamo”
I due si misero in macchina, che era il mezzo migliore per loro. La Paradisea girò la chiave sul quadro e rivelò un forziere. Poi il motore si accese.
“Che strano rumore che fa” commentò l’asparago, sorprendendosi nel dirlo. Forse era davvero officinalis come diceva la cugina?
“Vero? Ricorda un gufo” commentò lei. Mise la retromarcia e poi ingranò la prima, ma ancora prima di farlo mise l’indicatore di direzione per potersi immettere sulla strada.
Non mi avevi detto che le automobili fossero piumate, inoltre quando cambi marcia si sente ancora quello strano rumore” continuò a dire la graminacea.
“Lo so, non capisco che succede. Mi avevano detto che a un certo punto le automobili si trasformano in gufi, ma non pensavo ci volesse così poco. L’ho presa a noleggio, tra l’altro, cosa dirò a chi me l’ha prestata?”
L’asparago fece spallucce “Dirai che stiamo andando a consegnare la posta. Funziona sempre.”

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