Le avventure delle nuvole/21

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Le nuvole e l’Accidia

21 Le nuvole e la Lussuria

Papà Cirrostrato ebbe quel giorno voglia di raccontare una favola ai piccoli batuffoli di Cirrocumuli.
“Allora, bambini” esordì “Oggi vi racconto una favola” e fu seguito da alcuni applausi. “Vi racconterò della tormentata storia d’amore fra Altocumuli Ondulati e Castellani”
“Sì! Che bello! Gli Altocumuli poi fanno piovere, vero papà?”
“Ovvio” rispose quegli. “C’era una volta Altocumulo Ondulato, il quale aveva i capelli ondulati. Passeggiava, o meglio, ondeggiava su nel cielo…”
“Ma scusa, papà, vuoi dire giù nel cielo”
“Già, certo, hai ragione, caro il mio cristallo di ghiaccio” disse il papà Cirrostrato. “Accadde un giorno che Ondulati stava facendo la spesa, finché non gli cadde il sacchetto per terra perdendo quindi un sacco di fiocchi di neve, facendo felici molti bambini”
“I bambini terrestri sono fatti di nuvole come noi?”
“B…” stava per dire papà Cirrostrato, poi tentò “Certo, ovvio” e proseguì “venne ad aiutare la povera nuvoletta Ondulati, un Altocumulo Castellani. I due si guardarono e fu amore a prima vista”
“Oh, che romantico!” esclamò una delle bambine.
“E non è certo finita qui” aggiunse il papà “I due cumuli di cristalli seppero che erano fatti l’una per l’altra e saltarono molti passaggi che altrimenti avrebbero rallentato tutto il processo del ciclo dell’acqua, e sapete che non si può fare. Così i due si saltarono letteralmente addosso”
Le altre nuvolette non erano del tutto sicure di voler ascoltare ancora o limitarsi a chiudere le orecchie, tuttavia papà Cirrostrato non ci fece caso e proseguì con la favola.
“Le due nuvole, così unite, si spinsero… una vero l’altra, e viceversa. Lo fecero in maniera lenta, sincopatica, quasi come avessero bisogno l’una dell’altra… e scariche elettriche positive, negative, protoni, elettroni, si attorcigliarono, si fusero e si confusero, andando avanti in questa danza forte e veloce che sembrava non aver mai avuto inizio, né mai una fine. Infine, come tutto iniziò, tutto ebbe fine in un grosso lampo di luce”
“Micidiale…” dissero i bambini, che non ebbero capito la parte iniziale, ma, visto che si era parlato di lampi e tuoni, loro erano contenti. Papà Cirrostrato, nel frattempo, pensò nostalgicamente a quello che aveva visto nella sua vita.
Eh, si disse. C’era stata Karen, che, nonostante avesse inventato il Vento l’aveva amata, per poi perderla proprio a causa di una raffica che separò i loro sentieri. Poi, ebbe chiesto informazioni a Georgino, ma lui era sempre troppo indaffarato per le nuvole. Beato lui.
Sospirò. Chissà dov’era finita Karen e con quale nuvola si stava accoppiando in questo momento. Se stava facendo piovere neve o grandine o se preferiva il bel tempo o le raffiche di burrasca.
Non poteva saperlo, così fu costretto a raccontare un’altra fiaba dagli entusiasti pargoletti. E lo avrebbe fatto sempre, fintantoché non sarebbe giunta una nuova novità.
“Cirrostrato! Cirrostrato!”
Papà Cirrostrato si distrasse dalla sua profonda riflessione.
“Cosa succede?”
“Succede che è arrivato un messaggio per te!”
Il messaggio era scritto sulle nuvole, proprio come un vecchio film in cui l’impiegato fu costretto a isultarsi da solo utilizzando il proprio dito e le nuvole stesse su nel cielo.
“Caro Papà” disse Karen “Ho penato a te mentre vagavo nel cielo e mi chiedevo: ma tu conosci la differenza fra protoni ed elettroni? Se rispondi sarà tua per tutta la vita. Karen”
Il Cirrostrato andò subito in biblioteca per leggere quella differenza.
“Georgino!” esclamò. “Voglio strusciare su Karen e generare3 elettricità, quindi voglio leggere un libro sull’elettrotecnica!”
“Non ci sono biblioteche nel cielo” rispose Georgino, mesto. Anche lui avrebbe voluto strusciarsi su dei gabbiani, ma quelli scappavano. Molti lo giudicavano male per quella sua passione, ma non tutti sapevano che quella fosse solo la punta dell’iceberg.
Georgino, infatti, amava anche tuffarsi in mare improvvisamente…

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