100 drabble, un’estate: 22

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22 – Fango

Askaroth, stanco, ebbe camminato per tutto il pomeriggio nonostante la bufera.
Appoggiò una mano a un albero fradicio, mentre gli stivali affondarono nel fango. Non aveva idea di quanto fosse lontana la città, ma sperava davvero di arrivare.
Doveva dare un messaggio importantissimo. Era fiatoni e la vista gli si offuscava, per non parlava delle vesciche ai piedi.
Tutto, in quella zona, era immoto e silenzioso, devastato da scrosci gelidi d’acqua che si riversavano sulla faccia, lungo il corpo, fra la natura.
Ma era nel fango che, forse, le cose cominciavano a migliorare. E lui avrebbe potuto, finalmente, contribuire.

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