I ricordi di Adalgisa/23

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“Allora, il progetto di crescita trimestrale che vi sto esponendo si articola in diverse fasi: la prima…”
Così stava cominciando, tutto emozionato, Palindromo. Adalgisa, tuttavia, aveva un gran sonno, così si concentrò sulla matita che aveva in mano, perché quelle riunioni potevano essere anche molto lunghe.
Ed era considerato lavoro! Pagata per ascoltare altri che presentavano slide, una dopo l’altra.
“Bene Adalgisa, per la prossima riunione sarai tu a presentarci un prospetto trimestrale!” esclamò gioviale il capo, indicandola con tanto di indice.
“Ma come? È già finita?” si chiese in preda al panico.
“Già! Cinque ore e mezza di riunione finite in un lampo! Da brivido il tempo, quando ci si diverte, eh?” rispose augusto Palindromo, dandole una pacca sulla schiena. Alla ragazza venne in mente di quella volta che stava per lanciarsi col paracadute, e anche in quel frangente voleva far capire all’istruttore che lei non era portata per quel genere di cose, portando persino una serie di slide colorate con diversi articoli di cancelleria.
Così tornò a casa, dovendo pensare a qualcosa da dire ai colleghi per la settimana successiva. Il primo giorno si occupò di sistemare i cancellini in una scuola, quello successivo diede da mangiare a degli scheletri fossili di un dinosauro e ventiquattro ore dopo riuscì persino a vincere una battaglia di tiro alla fune.
Si scusò con la fune il giorno successivo. Era dunque rimasto poco tempo per poter fare una relazione seria, infatti con le slide ebbe solo modo di guardare un film e un ristorante tattico, ma non si videro effetti immediati.
“Allora signorina, che cosa ci ha portato?” chiese il suo capo a un certo punto. Era già passata una settimana?
“Sì, allora, ecco le slide” disse lei, facendo passare una serie di fogli scarabocchiati. I grafici erano stati fatti totalmente a casaccio.
“Ma secondo questo prospetto saremmo dovuti fallire tre mesi fa! È terribile!” esclamò il capo, inorridito. Da quel momento in poi si impegnarono tutti un po’di più.

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