Quel che un asparago avrebbe detto…/23

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23 … se camminassi attraverso il fuoco

C’era da dire che, come aveva detto la Paradisea, il posto era bellissimo. Verde, sperduto, silenzioso, pieno di parenti che chiedevano sempre le stesse cose e parlavano sempre degli stessi argomenti. Stette per lunghe settimane seduto al suo posto, con l’unica compagnia dei lupi, i quali gli avevano insegnato anche qualche trucco di magia.
“Il punto è che tu devi nascondere il pollice il più a lungo possibile, così sembrerà che te lo stacchi” disse il canide, che però non aveva pollici.
“Sì, però io avevo chiesto come si carica una pistola laser che non è al passo con questa tecnologia” sospirò stanco l’asparago.
Sei mesi di quella vita e già non ne poté più. Non poteva neanche svignarsela perché il luogo era talmente immenso che sarebbe stato visto sicuramente, e tutti ci sarebbero rimasti male. Se invece fosse riuscito a scomparire senza dare nell’occhio, magari a qualche umano sarebbe venuta un’allergia.
Ma lui non voleva dispiacere nessuno, così, in un momento in cui i lupi erano lontani, contattò il suo amico spaventapasseri.
“Pronto?”
“Sì, sono io”
“Non ti sei presentato, che ne so io se sei una polemica o un microonde?”
“Sì, come no, onde più profonde”
“No, dai, seriamente, chi sei?”
“Sono l’asparago, mannaggia a te! Chi credevi che fossi? Luciano?”
“È incredibile quanto spesso lo nomini dopo esserti fatto il selfie con lui.”
“Lo nomino perché è una persona straordinaria. Dai, ha persino dodici follower su Instagram!”
“E va bene, adesso ti vengo a salvare. Sta’ a vedere, eh? Ho preparato una cosa”
“Come facevi a sapere che avevo proprio bisogno di essere salvato?”
“Ma sì dai, quando ho saputo della Paradisea e della macchina ho sentito puzza”
“Ma come fai a sapere tutte queste cose?”
“Io? Non ho mica detto che ho piazzato delle cimici! E dai, quanto sei paranoico! E dire che sto anche venendo ad aiutarti, che bel ringraziamento.”
“Ok, scusa, dai, sbrigati”
“Un attimo solo”
Ci vollero più di tre mesi, ma alla fine lo spaventapasseri arrivò, armato di elicottero.
“Caspita!” esclamò l’asparago.
“Che ci fa questo con l’elicottero! Diamogli fuoco!” I lupi, arrabbiati, riuscirono persino ad appiccarlo ma l’elicottero era più forte di qualsiasi cosa, così lo attraversò indenne, lanciò una scala, l’asparago salì nonostante le suppliche della Paradisea e l’ira dei lupi, e lasciò i parenti al loro destino.

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