Insomma/4

Jack rifletté intensamente su quel che aveva detto la voce. Che cosa diavolo significava che era importante mettere una roba o qualunque cosa fosse l’oggetto preso da terra e riporlo nella casa? Poi si ricordò di una cosa. “Casa?”
“Mi chiamo Margaret” Jack represse un brivido, anche sua sorella si chiamava Margaret e stava di fatto che la sua pizza preferita era la margherita, se casomai in Inghilterra si usavano le pizze. “Stavo pensando che tu ti eri lamentata del fatto che non ti faccio mai i grattini” “Sì”confermo la casa, che in quel caso stava balzellando in maniera simile a una forbice. “Vorrei ricordarti che tu sei un edificio fatto di mattoni quindi insensibile al contatto umano” “Oh” rispose lei, ammettendo la verità. “L’unico modo per farmi fare il solletico ho la pelle d’oca è colpirmi con mattoni o oggetti altrettanto pesanti” Jack annuì e, risolta o chiarita quella faccenda, proseguirono verso Ovest, sempre sull’attenti, poiché erano sicuri di essere seguiti. Tutto era nero, con l’unica eccezione di un orizzonte bianco e talvolta inframmezzato da un palo della luce o un albero. Jack notò a un certo punto una cabina telefonica. “Che cos’è? Non mi fido” dichiarò. “Questa è una cabina telefonica, caro mio. Una volta esistevano e funzionavano solo con i gettoni” rispose la casa. Jack disse “Non ne ho mai vista una” prese la cornetta, aveva una strana consistenza. “È incredibile come le cose siano così di plastica”commento. “Cosa devo farci? “
“Non so, magari puoi… cuocere i prosciutti ” Jack si voltò verso la casa. ” Mi prendi in giro?” Quella sudò freddo. “È stata una roba!” il ragazzo fece spallucce e compose il numero fisso di casa sua che per combinazione conosceva. E fra l’altro i numeri di telefono erano proprio combinazioni di cifre. Risposero immediatamente. “Coraggio, figlio mio, facci sognare!” disse suo padre. “Ma papà! Qui è tutto nero, venitemi a prendere! “
“No” rispose lui e anche la madre aggiunse “Sei in tv e hai migliaia di follower!”
Aveva migliaia di follower, che voleva dire inseguiti. Forse aveva anche capito chi lo seguiva. Non fu piacevole. “Hai fatto un uso improprio della cabina, Alfred” tuonò la voce.

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