Le avventure delle nuvole/25

banner_aven_blog

Le nuvole e l’Accidia

25 Le Nuvole e la Fortezza
“Sai una cosa?”
Georgino non si sarebbe mai aspettata una domanda del genere, non da un Cirro, non da un apatico come lui.
“Sì che so una cosa” rispose dunque, molto indignato. “Per chi mi hai preso? Per un semplice Cumulo? Certo che so una cosa, anche due! Ad esempio, so bene che sto in piedi solo per effetto delle ali e dei motori che stanno dentro di me! E come seconda cosa, so che i bagagli che mi hanno messo dentro la stiva poi non vedono l’ora di evadere e perdersi!”
“Non scaldarti tanto, che poi ti viene la febbre e qui siamo sopra una montagna rocciosa e non so come potrebbe andarti a finire” lo redarguì il Cirro. “Ti stavo dicendo che avevo intenzione di costruire una fortezza sopra la nuvola, ma se la trovi un’idea stupida solo perché arriva da una nuvola…”
“Eh, no, ma non dicevo questo! Io…” cercò di dire Georgino, ma il Cirro aveva già alzato la voce per chiamare a raccolta i suoi colleghi.
“Ehi, gente! Costui sta dicendo che siamo degli stupidi idioti che pensano che i rombi dei tuoi si possano calcolare!”
“Ma cosa c’entra!”
Tuttavia, durante tutto il suo tragitto venne preso a pernacchie e fulmini. A un certo punto, arrivarono gli Altostrati.
“Hai messo in giro fandonie sul nostro conto e non hai nemmeno ritrattato. Ti aspetti inoltre di passarla liscia? Lord Astolfo?”
Lord Astolfo, un Altostrato che si distingueva dagli altri perché portava un monocolo, arrivò sulla scena dotato di un secchio pieno di cemento e una cazzuola.
“I nostri eredi costruiranno una Fortezza sopra di te, poi vedremo chi riderà” annunciò, con tutta la freddezza che poteva mettere nel suo tono.
“Ma non ho mai riso!” esclamò nervoso Georgino. Pensava già a quanto potesse pesare una fortezza con tanto di torri e torrette e cominciò sudare freddo. Ai passeggeri dentro di lui parve che l’0aria condizionata fosse esagerata.
Non poté far nulla, per quanto si spostava c’erano comunque nuvole. Nuvole che gli impedivano la visuale, nuvole che presero a costruire, altre nuvole che già si vestivano da castellana.
“Finito!” annunciò a un certo punto Lord Astolfo. “Venite tutti, o cortigiani, al primo balletto delle nuvole debuttanti”
Georgino non capì a cosa si potesse riferire, perché non riusciva a vedere cosa succedeva sulla sua schiena. Tuttavia sentì musica, balli e bicchieri che tintinnavano.
Improvvisamente giunse un drago.
“Mi chiamo Temporale!” esclamò con voce tonante. “Sono qui per rapire la principessa Betta la Nuvoletta, colei che ha fatto carriera, e rapirla per portarla nella stanza più remota della torre più alta e far piovere grandine a tutte le stagioni!”
Georgino conosceva la grandine. Erano chicchi particolarmente violenti e spesso non decollava quando si presentava.
“No! Mia figlia è ancora troppo giovane!” esclamò sir Magolfo, un Cumulonembo che aveva particolarmente a cuore Betta. “Dovrai passare sul mio cadavere!”
“Un cadavere di nuvole!” esclamò il Drago, e soffio una violenta massa d’aria, che spinse un forzuto come Georgino.
“Ma che cavolo sta succedendo? È un drago vero?” commentò. Il drago rise, scatenando un sacco di fulmini.
“Non potete fermarmi! Sono un tornando di idee!” rispose quello, e in effetti stava per attraccare il castello, quando infine Georgino non capì che gli toccava atterrare.
“Ehi, ma che sta succedendo?” chiese il drago, vedendo la fortezza affondare.
“Le nuvole si sciolgono! Ciao drago, ci vediamo la prossima volta con le tue velleità sanguinarie!” esclamò Betta, prima di dissolversi e Georgino atterrare tranquillamente.
Il Drago, invece,fu costretto a pensare a un’altra tattica. Attese che Georgino si rialzò per riprendere quota e, quella volta, si presentò al suo cospetto con una bella retina da pesca.
“È bella!” esclamò Georgino. Era spaventato da quell’aggettivo, come se potesse fargli male.
“Già, ed è anche da pesca!” esclamò il Drago. “Adesso dammi Betta! Non credo che tu debba atterrare proprio sull’oceano più blu, vero?”
La situazione era precipitata e parlando di aerei quel participio passato poteva assumere diversi significati. Uno di questi, sicuramente, era il pensare a una soluzione che non fosse sfondare la nuvola, come aveva fatto sempre, anche perché poteva aspettarselo.
“Idea” disse. “Userò quella stessa Fortezza”
Chiamò con un fischio i guardiani dell’edificio sulla sua schiena e , in men che non si dicesse, tirarono fuori una catapulta di nuvole, che accecò il Drago costringendolo alla fuga.
Vissero tutti felici e contenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...