Insomma/5

Jack proseguì, ma un muro invisibile non gli permise di fare tre passi, ma solo due. “Alfred, preferisco che tu mi dia attenzioni invece di lasciarmi perdere”
“Non mi chiamo Alfred” disse Jack.
“Alfred, ti sei reso conto di quello che hai fatto?” chiese la voce.
“Ho solo chiamato a casa” rispose lui. “Infatti, chi c’è dietro di te?” il ragazzo vide l’edificio che lo stava accompagnando. Stava perdendo vernice o… piangeva?”
“È una casa”
“Sì, lo vedo anche io. Ma, vedi, è la tua casa. Abbiamo pensato a tutto, non hai bisogno di chiamare i tuoi, che sono al corrente di tutto, hanno la corrente assicurata e l’acqua corrente ogni giorno. Abbiamo anche riparato loro tutti gli infissi in modo che non abbiano spifferi di corrente. Per cui, caro mio Alfred, ché così ti chiami, riceverai una penalità”
Jack si chiese, ancora una volta, perché continuavano a sbagliare note.
“Allora! Dovrai sorpassare il muro” annunciò la voce, senza aggiungere altro. Jack osservò per bene ciò che aveva davanti a lui, ed effettivamente non c’era nulla, se non al tatto. La sua mano scivolò lungo il muro invisibile, che nero su nero si confondeva. Come superarlo? “Io te lo darei un pezzo di muro, se può aiutarti” disse la casa, ma Jack aveva la soluzione. Gli venne in mente di quella volta che non riusciva a vedere dive fosse il piatto di pasta inglese che doveva mangiare, e ce l’aveva davanti. Da allora decise di vedere sempre dal primo piano fino all’attico, e non al contrario. E fece in quel modo anche quella volta: entrò dentro la casa, prese una roba e la lanciò dritta verso il muro. Sia quello sia l’oggetto si ruppero in diversi pezzi, la voce, prontamente, disse “Fermo. Quanti pezzi sono? Non mille”
Jack battè i piedi per terra.
“Giusto una roba poteva rompere il muro invisibile” continuò la voce. “Sei stato molto furbo, ma hai usato la cabina telefonica, per cui dovrai memorizzare il numero di pezzi che, fra muro infranto e roba distrutta, hai creato”
Jack, spaventato, chiese alla casa “Dimmi che hai un calcolatore!”
“Che hai un calcolatore!”
La imitò perfettamente.
Peraltro era tutto nero il luogo, come contare cose che non si vedevano? Poi, però, i pezzi si illuminarono, come se un desiderio fosse stato esaudito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...