Insomma/6

Jack cominciò a fare la conta dei pezzi. Purtroppo, non era una cifra tonda. “Sono mille?” chiese a un certo punto la voce.
“No, sono arrivato a dodicimilacinquecentotrentasei” rispose. “Va bene, allora puoi andare” Jack si stupì “Non ho finito” osservò “Nessuno aveva chiesto di contare tutti i pezzi, ma solo di rispondere se fossero mille o no. Sai, Alfred, a volte si dice che le cose cadono in mille pezzi, ma io volevo dimostrare quanto fosse falsa questa diceria. Credevo che anche tu fossi interessato a saperlo, però mi sbagliavo. Sai, a volte credo che tu non sia chi dici di essere” soggiunse stizzito l’uomo incorporeo. Jack si mise una mano sulla faccia. “Beh, direi! Non mi chiamo Alfred!”
“Adesso vai, ci vediamo dopo” concluse l’altro, ma Jack si rese conto di non essere stato ascoltato. Sospirò e proseguì il suo viaggio in cerca dell’uscita, ma non lo disse alla casa, che già era sensibile perché aveva una cotta per lui. Poi si sarebbe messa solo a piangere e non avrebbe fatto altro che complicare le cose, quali che fossero. Jack a un certo punto incontrò una A, tutta bianca, disegnata per terra.
“A di Alfred” pensò, e, digrignando i denti, proseguì. Chi diamine era Alfred? Poi, un sibilo.
“Ehi. Ehi! Alfred?”
“Sì.” rispose rassegnato.
“Aiutami a risollevarmi da terra. Sai, io sono tridimensionale, quindi capirai da te che mi hanno spinto”
“Spinto? Una lettera?”
“Sì, spinto o scivolato su una buccia di banana. O caduta dalle scale.”
“Ok, ti aiuto!” Le porse una mano, ma la A rise, siccome c’era una onomatopea con quella lettera.
“Non ho le braccia! Sono una maledettissima lettera”
Aveva ragione. Anche la casa guardò male Jack, che dunque entrò dentro Margaret.
Prese una lenza e una canna, poi si chiese se c’erano anche prima che entrasse e lanciò l’amo. La A si rialzò immantinente.
“Grazie. Clicca sul banner per saperne di più”
“No, grazie” disse Jack. La voce tornò a comunicare.
“Alfred, spero che tu abbia capito quanto è importante far rialzare le vocali, perché è meglio una A oggi che una Y domani”
Jack si chiese cosa ne avrebbe fatto di quel consiglio, e se lo chiesero anche i suoi genitori, che ballarono un trenino random.

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