Una storia fuori controllo/6

La X andò via rotolando. Luigi non ci fece caso, anche perché se si trattava di rotolare si trattava di conseguenza essere panati, e onestamente, pensò lui, non conveniva essere ricorperti di sabbia e polvere com’era quel sentiero. Casomai, sarebbe stato fritto per bene in un buon pan grattato, ma escluse qualsiasi altro tipo di panatura.
Gli rimase in mano quella boccetta, che era a forma di cilindro e una canna dove veniva fuori uno spray. Bene attento a non soffiarselo addosso, anche perché aveva ancora la pelle bianca e si sarebbe seccato alquanto se si fosse sporcato, cercò di capire di che colore e di che sostanza fosse il prodotto che gli avevano consigliato.
Non uscì nulla, solo un sibilo sordo, che ogni volta gli veniva chiesto qualcosa non rispondeva che con “Eh?” e altre varianti tipiche di chi non capiva bene.
“E questo sarebbe un dolcificante?” si chiese Luigi. Poi comparve una torta.
Era una Sacher bella densa.
“Sa Cher le torte Sacher fanno battute sul loro nome?” chiese lei. “Complimenti, hai liberato il genio della lampada. Oh, ma non sono un genio, e quella non è una lampada. Accendiamo un po’ di luce?”
“C’è già il sole, sono uscito di mattina presto per…” cominciò Luigi, ma la torta non ebbe bisogno di risposte, perché proseguì col discorso “Oh, ma tu devi essere il famoso Luigi! Sei davvero un cetriolo bianco come dicono le leggende! edimmi, ti hanno fatto male quando ti hanno tagliato la testa?”
“Non mi hanno tagliato la testa” rispose lui. “E uale sarebbe, in effetti, la testa in un cetriolo?”
La torta annuì “Sa Che hai ragione? Io sono la torta Sacher, e potrei anche accompagnarti”
“Per andare dove? Io stavo correndo da solo con tanto di playlist” osservò il cetriolo.
“No, intendo, potrei anche accompagnarti”
I due si osservarono, e il vento spinse sbuffi di sabbia e polvere, perché forse si era offeso per via della frase detta prima da Luigi e adesso voleva impanarlo.
“Se solo tu me lo chiedessi” concluse la torta.
“Non te lo chiedo infatti” ribettè scontroso Luigi, per poi andarsene e tornare alla sua occupazione. Il dolce, però, squadrò il runner con sospetto e poi compose un numero.
“Qui TS 1, centrale, passo” esordì.
“Qui T” rispose T. Ermosifone.
“Sta correndo” annunciò.
“Chi l’avrebbe mai detto che una torta è meglio di un fagiano? Lo ricorderò, quando si tratterà di fare il menu per gli ospiti”

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