Le avventure urgenti del leone/22

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E così il leone fu sposato e ben presto ebbe diversi cuccioli. Non andò mai a vedere gli gnu con loro, anche perché poi ebbe un diverbio con loro.
Tutto ebbe inizio quando Giacomino stava andando di per sé a raccogliere le gazzelle. In quel periodo crescevano non poco, pascolavano allo stato brado, crescevano quando era tempo di mietitura e lui doveva correre veloce più degli altri leoni, o il pane non l’avrebbe portato a casa.
Mentre dunque correva quella specie di maratona, uno gnu gli si parò davanti.
“Mi serve urgentemente il tuo aiuto, non puoi esimerti” disse.
“Oh, dovrò dunque lasciare le gazzelle per te?”
“Sì, perché te l’ho chiesto gentilmente” fece lo gnu. “Inoltre, non credo che tu abbia di meglio da fare, gazzelle ce ne sono e ce ne saranno ancora, ma quello che ti chiedo potrà non essere più tra qualche istante!”
L’aveva intortato così bene che gli venne la curiosità di sapere che cavolo fosse successo.
“Che cavolo fosse successo?” chiese.
“Alla fine ti sei convinto, eh?” fece complice l’altro quattro zampe. “Andiamo!”
E corsero per svariati chilometri. A Giacomino venne in mente che la sua vita era stata condensata sempre di corsa, sempre un passo avanti agli altri, sempre a faticare e lavorare per il pane e il lasciapassare.
“Ebbene, siamo arrivati” disse il suo compagno. Giacomino si riscosse da una profonda fantasticheria.
“Questo è un canyon” commentò.
“Che perspicacia. Questo è il famoso gran canyon, sito negli Stati uniti d’America, dove vivono altri della mia specie” dichiarò lo gnu.
“Come mai mi hai portato qui? Non c’è assolutamente nulla e non è la mia proprietà”
“Beh, allora spiegami perché cadono torte e catamarani”
Improvvisamente il cielo si fece scuro ma al posto di cadere pioggia caddero torte, anche molto glassate, e catamarani un po’ vecchi.
“Non vedo il nesso”
“Nessuno lo vede, è nascosto dentro il lago scozzese, no? E comunque è una ragazza”
“Io intendevo il centauro presente nelle storie di Ercole”
Lo gnu e il leone si squadrarono molto male.
“Ciò vuol dire che non vuoi aiutarci?” chiese.
“No” rispose dopo una lunga pausa il leone. Poi se ne andò, ma lo gnu non dimenticò il suo volto.

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