Le avventure delle nuvole/29

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29 Le Nuvole e il Timore di Eolo
“Etcì”
Non capitava spesso che le nuvole avessero il raffreddore. Anzi, a dire il vero non era mai capitato da che qualcuno ne avesse memoria.
Giannandra, un Cumulonembo che non aveva mai voluto diventare famosa, a un certo punto fu sulla bocca di tutti. O meglio, sui cristalli di ghiaccio di tutti.
“Penso di avere il raffreddore” disse Giannadra alle amiche Cumulonembe anche loro. Nessuna di loro, e neanche il resto delle nuvole capì cosa mai intendesse dire. Nessuna, tranne una.
Proprio lei, Karen. Colei che aveva portato il vento nel cielo o comunque fece una cosa simile a un illecito. Lei ascoltò proprio quella frase e andò a precipitarsi verso le colleghe, a proposito di precipitazioni.
“Pensi di avere il raffreddore? Ma prova Asciugasubito, no? Il prodotto che risolve molti malanni per le nuvole!” Karen era molto entusiasta, quasi come se fosse un testimonial per quel prodotto, pagata dall’azienda che li produceva.
Giannandra, che aveva un po’ di perplessità riguardo materiali che non fossero strettamente collegati all’acqua, al ghiaccio e al meteo, chiese: “Eolo non si offenderà?”
“Be’, è un dio immortale, ci sarà un momento nell’eternità in cui si offenderà, no?” disse Karen.
“No, intendo… Eolo potrebbe offendersi se usassi Asciugasubito perché noi nuvole non possiamo usare cose provenienti dalle industrie terrestri, e solo perché le ciminiere tentano sempre di imitarci”
“È vero, sono fumi ma non c’entrano niente con le nuvole” disse Karen. “Ma allora? Ti fermi solo per questo stupido motivo? Prova il mio prodotto, non puoi pentirtene. E poi, lo conosci questo Eolo? Sai quando si arrabbia e quando no? Eh, suvvia”
“Hai ragione” disse Giannandra, starnutendo un’altra volta. “Ebbene, lo userò!”
“Brava” sussurrò Karen. “E, adesso, usa il prodotto”
Il prodotto venne usato, senza entrare in bocca ma influendo direttamente dentro la nuvola. Immediatamente Giannandra realizzò di essere guarita.
“Mi sento in piena forma!” esclamò, lasciando partire un fulmine.
“Fantastico…” stava per dire Karen, quando dal cielo piombò un uomo barbuto. Era scalzo e vestiva di nuvole, e sarebbe stato simpatico se non fosse stato per quell’aria arcigna con cui era arrivato.
“Voi, nuvole, avete poco rispetto di quello che dico” disse Eolo. “In particolare tu, Karen, che hai disperso il vento e adesso ti metti a spacciare anche l’Asciugasubito”
“È solo un prodotto che funziona, Eolo” spiegò lei, per nulla intimorita come invece erano le altre. “Tendi sempre a negare cose che non vengono dalla tua mente, ma che ne dici se ad esempio a me sia venuta l’idea di far piovere anche in su?”
“E irrigare cosa?” chiese Eolo.
“Lee stelle. Irrighiamo le stelle per avere piante luminose” disse Karen.
“E con la forza di gravità come la mettiamo?” obiettò Eolo. “Quella ha pure fatto cadere una mela davanti a Newton pur di farsi vedere, ha milioni di seguaci sui social e un complesso di superiorità che non hai idea. Non possiamo prenderla in giro in questo modo!”
Karen fece le sue valutazioni. Era vero quel che diceva Eolo, la gravità era davvero una vip molto capricciosa e le nuvole sfuggivano alla sua logica solo per un caso fortuito.
“E va bene, Eolo, per stavolta ha vinto” si arrese al dio. Eolo agitò le braccia come si faceva quando si vinceva.

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