Il vero nome di Fibrizza/30

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Era ormai ricominciata la ricerca. Magari aveva vinto il primo round, ma Fibrizza sapeva che gli esseri che le avevano rubato il nome non si sarebbero fermati davanti a nulla. La prima cosa che fece fu andare a fare la spesa, siccome aveva già scritto una lista abbastanza corposa.
“Dunque, un etto di prosciutto, latte, pane, pasta… ma il pane posso anche prenderlo al panificio, è più croccante” si disse, per poi sbattere contro un omone.
“Mi scusi” biascicò la donna. Era veramente gigantesco, calvo, corrucciato. Stava guardando una confezione di tonno come se gli avesse fatto un torto personale.
“Chissà che vita hai vissuto, mio caro pesce portatore di maltempo” stava borbottando. “Nuotavi, e magari parlavi con un pesce spada… spada laser, eh”
“Il tonno?” ripeté stolida Fibrizza. L’omone la guardò. Forse aveva anche gettato uno sguardo complice, ma aveva gli occhi troppo piccoli per poterlo sapere.
“Insuperabile, Fibrizza. Cercane uno, e superalo. Forse capirai ciò che dico” rispose. Poi se ne andò, lasciando un vago sentore di olio extravergine.
La donna sentì un brivido lungo la schiena, esattamente come quando tagliava le cipolle o grattava sulla lavagna. Però aveva capito una cosa: alcune delle cose che le rivolgevano la parola volevano aiutarla, altri ancora volevano distrarla.
La domenica successiva decise di portare Giancarlo e il figlio di sette anni, non a caso, al mare.
“Ma mamma” disse Margorlio “Il mare è troppo generico come termine”
“Margarlio!”
“Generico è una parola che ho trovato nel vocabolario” si scusò lui. La donna sapeva fin troppo bene che il figlio aveva una passione per i vocabolari, ma forse anche quello era un indizio. La sensazione che durante quel periodo di tregua non era mai stata lasciata in pace si acuì.
D’altra parte, la macchina parcheggiò lungo la costa. Pietre sotto le loro scarpe, e una serie di frangiflutti li proteggevano dalle ondate.
“Quindi non faremo nessun bagno?” chiese Giancarlo.
“No” disse Fibrizza. “Dobbiamo pescare il tonno”
E, in effetti, il cielo cominciò a tingersi di grigio.

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