Insomma/9

Jack non era un ragazzo che si impressionava particolarmente, ma quel chicoc di riso era davvero unico nel suo genere: si rimpiccioliva, si ingrandiva, diventava opaco o trasparente, in modo del tutto anormale. In fondo, quella era una dimensione nera, pensò, poteva starci. Il chicco di riso prese a dire “Cosa mi guardi a fare?”
“Stavo riflettendo” rispose il ragazzo.
“Davvero? Non vedo specchi, qui”
In effetti non ce n’erano. La casa era altrettanto curiosa di sapere cosa lui avesse in mano.
“Perché lo tieni così stretto e a me non stringi mai niente?”
Margaret forse diceva cose asssurde, ma si sapeva, le case erano gelose. Jack rispose “sei solo un chicco, non posso nemmeno cuocerti”
“Hai per caso appetito? Perché non usufruisci del fast food messo a disposizione da questa cittadina?”
Jack ascoltò ciò che disse quel riso, ma non aveva diea a cosa si stesse riferendo. Ma, poi, lo vide: un disegno a bordi bianchi con su scritto “Cibo veloce”. In effetti… Jack pensò che ebbe già pensato in effetti. Doveva assolutamente cambiare modi di dire. In ogni caso, entrò, lasciando Margaret la casa fuori. Lei non la prese bene. Jack vide che ogni banco, ogni sedile, ogni parte del menù era disegnata di bianco, persino la barista era un disegno. Quel che era meglio era che non era un cartonato, quindi dovette subire i movimenti di un cartone animato reale.
“Desidera?”
“Attento a quel che desideri, Alfred!” comandò la voce fuori campo. Siccome lui continuava a non essere Alfred, Jack disse “Un sandwich, un hot dog e una fetta di quelal torta laggiù”
“Sei sicuro che puoi digerire dei disegni?”
Jack trovò la domanda del chicco di riso assolutamente pertinente. Ciò che vide furono appunto ciò che chiese, esattamente come ebbe a dire la solita voce impicciona. “Ciò che desideri è ciò che vedi, ma sarà anche reale? Pensa a questo, Alfred, prima di mangiare”
Jack prese per primo il tramezzino e lo addentò. Sapeva di pane imbottito. Prese anche l’hot dog. Sapeva di cane caldo.
Infine addentò una torta e sapeva di sacher. Alzò un attimo lo sguardo e Margaret continuò a far colare un sacco di mattoni dal muro stava sudando o piangendo? Avrebbe voluto entrare anche lei?
“Alfred, l’amore per il cibo non è mai quello che sembra”
Ma lui doveva nutrirsi: come fare?

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