Insomma/10

Jack poteva ben definirsi satollo, anche se poteva ordinare un altro panino non lo fece.
“Tu ti senti onesto?”
La voce si presentò un po’ troppo in fretta. Gli aveva chiesto se fosse onesto. Lui lo era? Quella volta in cui aveva barato a monopoli forse non tanto, ma in generale tendeva sempre a essere onesto, quindi non si sentì più offeso rispetto ad altre volte. Uscì fuori dal locale dove aveva mangiato, e incontrò Margaret.
“Hai qualcosa di strano” dichiarò. “Oh, te ne accorgi solo ora?” sbraitò la casetta. “Non sai che ci sono rimasta male? Potevi, e lo sapevi benissimo, prendere un po’ di cibo da dentro di me, ma tu hai preferito un cibo veloce!” Arrivò un po’ di cibo, fluttuante, in mezzo a loro. Jack rimase perplesso.
“Appena avrò un altro po’ di appetito chiamerò te”
La casetta arrossì emozionata. Proseguirono il cammino. Tutto continuava a essere nero, finché a un certo punto comparve un cavallo. Bordi disegnati di bianco, criniera che sembrava colorata e un muso corrucciato. “Posso andare a cavallo?”
La casetta squadrò il bipede con sospetto.
“Puoi? Sai farlo, allora!”
“Beh, forse” ammise Jack. “No! Cosa fai! I cavalli non sono mezzi di trasporto!” esclamò l’animale stesso, scalpicciando gli zoccoli, spaventato, non appena Jack l’ebbe toccato.
“Noi siamo figure bidimensionali, cadresti!”
Il ragazzo si guardò attorno e poi toccò il suo stomaco. “Ciò che ho mangiato l’ho digerito, è tutto molto strano”
Margaret guardò intensamente l’orizzonte.
“È nero!”
Sia Jack sia il cavallo la guardarono. Lei fece cadere dei mattoni. “Che c’è? Non è forse così?” Ma il quadrupede, che tanto aveva fatto per trainare i cavalli, andò via a spron battuto.
“L’hai fatto scappare” disse Jack. La casa stava per controbattere, ma la solita voce esterna dichiarò “Ben fatto, Alfred. La tua abnegazione alla causa ci commuove, vieni a prendere un buffetto”
Calò una mano dal cielo, fatta di gomma, e gli diede un piccolo colpo sulla guancia destra. Poi, venne tirata su da dei fili che sembravano invisibili. “Con questo ricordo, Alfred, meglio camminare che andare a cavallo”
Il ragazzo fece spallucce.

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