Le avventure delle nuvole/31

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31 Le Nuvole e l’Intelletto
“Senti una cosa”
Il tenero Altocumulo rivolse finalmente la parola al Cirrostrato.
“Dimmi” rispose, mentre acchiappava una pallina di ghiaccio con maestria, ossia un qualcosa che nulla aveva a che fare col Maestrale.
“Secondo te chi è la nuvola più intelligente? Sarà mica Karen, che ha liberato il vento?”
Il Cirrostrato ci pensò su, mentre lanciava e prendeva la pallina da solo. Era sdraiato e fino a quel momento aveva osservato il cielo con aria distratta. A proposito di nuvole.
“No” disse infine il Cirrostrato, che non aveva neanche un nome o lo teneva segreto. “La nuvola più intelligente deve ancora nascere. Aspettiamo ogni ciclo dell’acqua per fare una selezione ma tutte conseguiamo gli stessi risultati”
“Ma allora” insisté l’Altocumulo “basterà unire le nostre forze per avere un cervello enorme?”
“Sì” disse il Cirrostrato. “Ma tu vuoi davvero unirti con i Cumulonembi?”
“No” ammise l’Altocumulo. “Verrebbe fuori una pioggia senza senso”
“E lo stesso vale per me”
La discussione parve finire in quel momento, inoltre non vi era nessuno. Dal fondo arrivò un aereo, che si chiamava Georgino.
“Buongiorno, o quasi, mie splendide amiche” disse lui, quel giorno molto cordiale. “Di cosa discorrete?”
“Discorriamo di quanto gli aerei possono essere ficcanaso!” esclamò senza mezzi termini l’Altocumulo. In effetti, li aveva usati tutti interi.
“Come osi! E dire che ero stato molto cortese!” esclamò inorridito l’aereo.
“La cortesia è finita nel Medioevo! Adesso siamo in pieno nichilismo!” spiegò l’Altocumulo. Georgino si vide costretto a estrarre una spada laser, e anche le altre due nuvole estrassero la loro.
“Le nostre sono Virghe Laser! Non credo che dopo averle assaggiate farai ancora il filosofo sbruffone!” esclamò in piena trance agonistica il Cirrostrato.
“Vediamo di cosa sei capace! Colpo del decollo!”
“Decotto?”
Apparve in mezzo ai duellanti un decotto.
Non interessò a nessuno.
“Colpo del decollo ho detto!” Georgino lanciò il colpo del decollo e anche il decotto verso le Nuvole, che respinsero facilmente con le loro Virghe Laser.
“Non ci batterai con queste mosse poco plausibili!” esclamarono le due nuvole, unite in un unico corpo. Adesso emanava scariche elettriche. “Siamo più intelligenti di te!”
Georgino doveva ammettere che avessero ragione. “Siete molto coriacee” disse “ma non c’è nuvola che non riesca a tagliare!”
“Ma dai! Ma se le tempeste le eviti! Oh, May Day, May Day! Chi ti ascolta se gridi Giorno di Maggio?” sputò fuori piena di sarcasmo quella super nuvola.
“Ma stai zitto, che sono anche nato a Ottobre!” esclamò Georgino, tuffandosi dentro quella condensa di nubi. Ne uscì fuori dopo cinque secondi netti.
Tossicchiò e sbuffò. “Ma… ma chi è che fuma in questa maniera orrenda?”
“Nessuno. Sono le nuvole nere che suonano come tromboni” disse la super nuvola. “Adesso anche tu ti sei annerito”
Si era annerito. Georgino si era annerito, e si era annerito come quei giornaletti in cui c’erano i cruciverba, ma c’erano anche i disegnini da annerire con i puntini.
“E va bene. Questo look total black mi aiuterà non poco per un mio obiettivo segreto”
“Uh! E cosa?” chiese incuriosita la nuvola gigante, che prese la forma di un enorme punto interrogativo cosparso di scariche elettriche.
“Se è segreto, voglio per caso comunicarvelo! E dai!”
Detto quello l’aereo tornò col suo viaggio, ancora memore di quel che aveva visto all’interno della nuvola. Infatti c’era una iscrizione, che solo lui aveva avuto la coscienza di leggere.
“L’intelletto si vede nel momento in cui uno esce da questa nuvola”
Così c’era scritto e lui aveva eseguito. Chissà cosa aveva voluto dire, però. In ogni caso, era il momento di atterrare e quindi smise di pensarci.-
Il giorno dopo, tornando su nel cielo, vide quella super nuvola ormai scomparsa dal cielo. Allora era quello il motivo: stava proteggendo un UFO e quello, dopo aver studiato la zona, se n’era andato.
Georgino si sentì in pericolo. Pericolo scongiurato dal fatto che da una botola venne fuori un alligatore.
“E da dove spunti fuori tu?” chiese l’aereo, semplicemente sconvolto.
“Eh?” chiese l’alligatore. Annusò l’aria. “Questo non è il set di Giungla alle prese con i ferri da stiro?”
“No…”
L’alligatore tornò sulla sua botola e andò via. Georgino e le nuvole furono esterrefatte, tuttavia rimasero guardinghe per molte ore. Solo che poi non successe nient’altro.
Nemmeno un rivolo di vento.

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