Recensione: il fiume di nessuno.

Scrivere una recensione non è mai semplice. Meno che mai quando si tratta di analizzare un romanzo storico, in cui giocoforza sei costretto a riflettere su fatti realmente accaduti. Ed è lì che respiri lo zolfo, ti senti le mani appiccicose di sangue, non riesci a non vedere i cadaveri accumulati lungo le trincee.

Ed è su questa cornice che si muovono le vite dei protagonisti, due amici fraterni, che, ahimè, lottano per il Kaiser nel 1916. Sappiamo tutti com’è andata, quanto la Grande Guerra è costata in termini di vittime, e non se ne parla mai abbastanza, perché la guerra successiva è stata ancora più tremenda e devastante.

Tuttavia un’intera generazione di ragazzi ha impugnato i fucili lungo il fronte, e tra il puzzo di sudore, sangue e paura c’è spazio per l’umanità?

È quello che Beatrice qui si è chiesta, un’autrice che conosco personalmente e della cui penna mi fido oltremodo.

Ho avuto il piacere di leggere questo romanzo, ma non parlerò d’altro se non del motivo per cui va letto. Non voglio affossarmi in tecnicismi, quelli rischiano di complicare la faccenda.

No. Un libro è soprattutto sentimenti ed emozioni, e prima parlavo di un’amicizia fraterna, d’infanzia. Da una parte Benjamin, il figlio ribelle di una famiglia troppo rigida per lui; e dall’altra Felix, che per un po’ gli ha fatto da grillo parlante, lo ha calmato nei suoi incubi peggiori, gli ha fatto da bussola.

Poi, però, il fronte. i bollenti spiriti di Benjamin trovano uno scoglio davanti al quale non si può che sbattere, e Felix vi trova solo angoscia.

Perché, allora, leggerlo? Per affondare, certamente, assieme a questi due ragazzi.

Per ricordarci quanto può essere grave sposare l’idea di uccidere qualcuno.

Per riflettere quanto le autorità possono essere corrotte, fino a che punto arriva la crudeltà, sotto la maschera di un genitore.

Ma anche per sognare un mondo migliore, nella figura di Liesel, involontario vertice di un triangolo amoroso che, senza averlo previsto, si viene a creare. E dire che Liesel e Benjamin sono fratellastri…

Ci ho trovato tutto questo, nel nuovo racconto edito da Delrai Edizioni. Persone che vogliono trovare una risposta a loro stessi, ma nati in un contesto storico che ti impedisce di pensare.

Che è un po’ la realtà attuale.

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