Quel che un asparago avrebbe detto…/35

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35 … se su quel tram non fosse salito Astolfo
In quel torno di tempo capitava di salire sui tram, anche perché tendevano, questi, ad andare sempre nello stesso punto A, per giungere a un punto B. Ed era il punto B la destinazione dell’asparago, in quanto era urgente l’acquisto di un palloncino.
Il mezzo di trasporto gli ricordava tantissimo l’uomo che aveva intenzione di sdraiarsi sui binari, in attesa che un treno passasse, improbabile, dato che era un binario morto. In ogni caso, il tram si fermò per la fermata. Infatti, era una fermata e i tram tendevano a fermarsi in quei punti succitati, e anche un po’ succinti.
Salì un uomo.
Lui era un asparago.
C’erano delle differenze, ad esempio uno di loro aveva le braccia. L’altro aveva un’essenza verdognola.
L’uomo fissò la pianta, come se non ne avesse mai vista una. Fece spallucce e rimase in piedi, aggrappandosi a uno dei triangoli appesi su per il soffitto.
“Mi chiamo Astolfo, comunque” sussurrò.
L’asparago non si sentì minimamente coinvolto. Tre fermate dopo, scesero due persone. La fermata successiva, salì una fragola che aveva in testa una pignata.
Infine, lo notò: l’uomo chiamato Astolfo prese un taccuino e lo guardò. Lo rimise in tasca, ma la pianta era certa che fosse vuoto il foglio che aveva guardato.
Il tram fece un’altra fermata. La pignata che aveva in testa la fragola cadde in un sordo tondo metallico. Un assolo di chitarra echeggiò da chissà dove.
Salì un altro tipo, armato di mestolo.
“Tu!” esclamò. I passeggeri trasalirono, perché la voce sovrastò quella sintetizzata che annunciava il nome della fermata, che per inciso si chiamava “Mestolo San Giovanni”
“Io” rispose Astolfo.
“Credi che mi piaccia colpirti con un mestolo?” chiese il nuovo arrivato.
“Allora perché lo fai?” chiese serafico l’uomo taccuino.
“Perché lo faccio? Perché? Lo faccio? Perché, lo faccio? Signori, avete sentito? Mi ha chiesto perché lo faccio. Oh, Signore! Tu diresti mai addio alle tagliatelle?”
Astolfo fissò il nuovo arrivato, poi guardò il mestolo.
“E comunque, non credo che tu possa mai prendere alcuna tagliatella con un mestolo” sussurrò. Era talmente inespressivo che sembrava un pezzo di ghiaccio.
L’uomo che invece aveva in mano un mestolo fece una giravolta su se stesso e cadde. Sembrava appena uscito da un corso di recitazione.
“Questa l’ho capita” bisbigliò un’anziana all’orecchio dell’asparago. E fu strano, perché gli asparagi non hanno orecchie.

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