Il vero nome di Fibrizza/35

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“Il friggitiello devi bere… non capisco cosa voglia dire” commentò Fibrizza, mentre tornava la luce.
“Ho trovato il diario di Jane!” esclamò l’attaccapanni, aprendo la porta del suo studio senza bussare. Lei lo guardò stranito.
“Che cosa hai trovato, di chi?”
“Non ricordi? Quella domenica al mare!” riprese lui, un po’ deluso perché lei aveva dimenticato quell’avventura. “Devi aiutarmi a leggerlo, soprattutto la pagina del venti ottobre!”
Lei storse la bocca, mentre quello le metteva sotto il naso il diario. Era scritto in un italiano perfetto, chiarissimo, una calligrafia che molte professoresse avrebbero definito esemplare. Lei, però, non era professoressa e si mise a decifrare la lingua di Dante nella pagina suddetta. L’attaccapanni si mise ad ascoltare.
“La pignata è un gioco molto pericoloso. Voglio dire, devi bendarti e picchiare una pentola, dalla quale escono caramelle, o anche sterco. E se dovesse uscire lo sterco, che cosa potremmo dire, o come potremmo reagire? In fondo, la vita non è forse un campo di calcio? E il calcio non si sposa bene col carbonato, che poi prendi quando hai mal di stomaco? Baci, Jane”
La stanza piombò in un silenzio assordante.
“Che cosa vuol dire?” chiese Fibrizza. “Non capisco perché mi hai lasciato leggere questa pagina. Sembra una donna come tante altre, e…”
Ma l’attaccapanni non c’era più. Lei fece spallucce e tornò a fare la sua ricerca sui Romeo e sui Giulietti, e capire da che parte stare, senza dimenticare la ragazza che aveva ammiccato proprio in sua direzione.
“Giancarlo, che piacere” disse a un certo punto, notando il marito entrare in stanza.
“Margarlio ha il colloquio coi genitori. Vieni?” le ricordò.
Il colloquio coi genitori… era davvero un’azione che non poteva non fare.
“Andiamo.”
E andarono. Il professore di matematica la guardò dritto negli occhi.
“Piacere, Romeo Lanzichenecchi, insegnante di matematica. Suo figlio ha preso, l’altro giorno, tre. Che dobbiamo fare?”
Si chiamava Romeo, si disse Fibrizza. Doveva per forza sapere qualcosa.

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