Insomma/14

Jack non aveva idea di come doveva andare la conversazione ma non ebbe neanche tempo di pensarci, perché l’attaccapanni divenne una maniglia.
Non una porta, non una toppa dove infilare le chiavi, ma una maniglia. Una che imitava Pinocchio, ma non aveva il naso lungo, solo un po’ storto in modo da poter essere abbassato più facilmente.
“Una trasformazione inattesa, ed è tutta colpa tua” commentò la voce incorporea.
“Magari se mi chiamaste col mio nome…” borbottò. “Salve, maniglia. Sicuramente avrai anche tu un problema da risolvere”
“Esatto, hai indovinato” disse la maniglia. Sembrava non aver perso la personalità che aveva prima, quando era solo un attaccapanni. “Osserva bene”
La maniglia cominciò a salire e a scendere, creando un piccolo tornado, il quale si posò sul palmo della mano di Jack.
“Abbine cura”
La maniglia sparì.
“Non chiudere per nessun motivo il palmo della mano, Alfred” ordinò la voce.
“Come mai tutta questa apprensione?” chiese sospettoso il ragazzo. Margaret si avvicinò per scrutare il piccolo tornado.
“Non farlo” insisté l’incorporeo. “un vero Alfred non lo farebbe”
“Beh, ma siccome non lo sono…” fece per chiudere il palmo, ma una forza sconosciuta gli impedì di muovere le dita.
“Non stiamo scherzando. Questo non è un gioco. Dovresti saperlo, ti stavamo aspettando” ripeté ancora una volta il commentatore misterioso. “Alfred, ciò che stai facendo ha una valore importantissimo”
Jack rifletté. C’era la casa che lo stava guardando, se per caso i suoi occhi potevano seriamente essere scambiati per persiane.
La voce, però, non aveva finito “Il tornado che ti abbiamo regalato è fondamentale. Vorremmo farti capire l’importanza di quello che stiamo facendo”
Fece una pausa.
“Cavetti o non cavetti”
Jack osservò meglio quella piccola massa d’aria che vorticava. Era davvero minuscola, solo qualche centimetro, ma cominciava a sentire un po’ di acido lattico ai bicipiti e poi sul gomito. Solo che non poteva far cadere il braccio.
“Una prova di resistenza è l’ideale per affrontare la piastrella”
“Cosa vuol dire?” si chiese Margaret, ma improvvisamente, sotto di loro, il pavimento che fino a quel momento era stato totalmente nero si riempì di piastrelle gialle.

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