Le avventure urgenti del leone/29

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Il viaggio fu breve, lo Yeti, così come ebbe a capire Giacomino, era uno sbrigativo e gli piaceva concludere tutto quel che faceva nel minor tempo possibile. Giunsero in breve verso il cielo. Al cospetto della grande bocca astronomica, che nessuno aveva mai visto né conosciuto. Per fortuna, avevano portato una scorta di ossigeno.
“Tu sapevi sin dall’inizio dov’era?” chiese il felino all’abominevole uomo delle nevi.
“No, certo che no” rispose. “Però se il cielo aveva tutta quelle fretta nel farsi trovare, non doveva trovarsi molto lontano”
“Un uomo che usa la testa” commentò il cielo. “Ebbene, avete sbagliato strada. La pioggia è prodotta dalle nuvole. Vi tocca scendere di nuovo. Perché avete attraversato lo spazio fino ad arrivare a questi confini, che peraltro la luce impiega ad attraversare svariati anni, se la soluzione ai vostri problemi è confinata sulla Terra?”
“Oh, già. Ho commesso un errore e io ho perso ore di vacanza per fare questa stupidaggine”
Lo Yeti guardò torvo il leone, che però era sesto dan. Forse un grado del genere poteva tenere testa alla clava enorme che teneva in mano?
“E va bene, va bene! Scendiamo! Preferisco i gomitoli alle clave!”
Scesero.
Tornati sulla Terra, giunsero verso le nuvole che portavano pioggia, che erano i Cumulonembi o qualcosa di simile.
“Oh, eccovi. Che stupidi però, giungere fio ai confini dell’universo solo per chiedere un po’ di pioggia terrestre!” commentò quello, ridacchiando.
“Cosa? Cos’ha fatto?” chiese il Cirro, giungendo in un’area non di sua competenza solo per sentire quella storiella divertente.
“Questi due sempliciotti sono arrivati fino alla grande bocca universale per chiedere…” e si mise a ridere “la pioggia!”
Il Cirro rise come non mai, e anche tutte le altre nuvole, che però non riuscirono a trattenersi, e finalmente piovve.
“Maledizione!” esclamò irritato il Cumulonembo. “E va bene, avete vinto con la vostra stupidità. È proprio vero che gli idioti ti trascinano al loro livello e ti battono con l’esperienza”
Lo Yeti, però, non era un idiota. Si irritò.

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