Insomma/15

Jack camminò per molte ore. Cenò e fece colazione, dormì in un letto appena abbozzato e quando si svegliò ebbe diversi dolori alal schiena. Margaret si dispiacque, anche perché era comunque una casa, dunque era lei a pensare al miglior confort per il suo ospite e non riuscirci la riempiva di grasso.
Molto grasso.
Cominciò a colare persino dalle piastrelle gialle. Jack cominciò a scappare, ma ciò fece piangere Margaret.
“Stai abbandonando la tua casa, Alfred, sei veramente cattivo” disse la voce. “Non ce lo aspettavamo. È da un po’ che prendi decisioni non previste. Sei veramente chi dici di essere?”
“No, maledizione! Lo volete capire che mi chiamo Jack? Jack, ficcatevelo in testa!”
“Jack… Jack come il Jack di quadri?”
“Fate come volete!”
La voce incorporea decise di chiamare i suoi genitori, che, fra un riso e un altro, confermarono il vero nome del loro figlio. La voce sudò freddo non poco e cominciò a schiarirsi la voce in maniera fin troppo rumorosa.
“Non sei tu colui che aspettavamo… ma allora, chi è Alfred?”
“Vorrei tanto saperlo” disse Jack. “Ciò significa che posso abbassare la mano e lasciare andare il tornado? Non mi sento più il braccio”
“Ah, non ti avevo detto che puoi comunque fare cambio con la mano? Qualsiasi cosa accada e chiunque tu sia, NON abbandonare il tornado”
Jack fece spallucce e finalmente il braccio sinistro tornl a respirare. Si udì un grazie, molto vago, da qualche parte.
“Signori”
Una voce femminile si fece largo nello spazio nero in cui si trovavano Jack e la casa Margaret.
“Chi è che ha messo le piastrelle piene di grasso in questa zona? Ma io proprio… Alfred, mi avevano detto che avresti pulito tutto una volta trovato i cavetti!” starnazzò. Era una vecchia con un grembiule blu. Sembrvaa davvero una portinaia come se ne trovavano tante.
“Non sono Alfred.” ammise Jack, tenendo sempre su il tornado.
“Sono io”
Un altro umano in quel luogo. Era un uomo fatto e finito.
Si tirò su la cintura, sputò uno stuzzicadenti e si sistemò il cappello da cowboy. Barba incolta, profondi occhi neri e sguardo sprezzante. Del tutto diverso dal ragazzino biondo, mingherlino e un po’ scapestrato che era stato rapito.
“Mi chiamo Alfred.” annunciò.
“E io sono stato scambiato per lui? Ma che cavolo avete in testa?” urlò Jack, ma sbraitando fece cadere il tornado per terra.

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