Insomma/16

Alfred e Jack si scrutarono per un lungo periodo di tempo. Il ragazzo si piazzò davanti Margaret, come a volerla proteggere. Era forse la prima volta nella storia in cui un uomo proteggeva una casa, e non il contrario.
“Non dovresti essere qui” sussurrò il possente Alfred, mentre la voce incorporea si esaltò, fece festa e fece funzionare anche una vuvuzela. “Questo è il mio disegno”
“Fosse stata mia volontà” ribattè il ragazzo. “Anche i miei genitori mi stanno guardando in diretta tv”
“Lo so” rispose l’altro, vagamente amareggiato. “è che ho perso il treno. Per cui, nell’ora stabilita, c’eri tu al posto mio e sei stato preso”
“Eh?”
Margaret stava lentamente cambiando i suoi sentimenti. Jack lo notò, si stava avvicinando al vero Alfred. Si sentì rimpiazzato e una punta di cuore spezzato.
“Non sai la storia? Non hai preso i cavetti, vero? Meglio così” sembrava un po’ deluso. “Ho disegnato questo paesaggio perché i veri cowboy, qualunque cosa possa dire mio padre, non cavalcano con un tostapane in mano, ma solo se il sentiero comincia per U. Ecco perché, nel giorno e nell’ora stabilito, ho creato una realtà virtuale proprio all’interno di un quadro vuoto, per poter essere preso e vivere un’avventura fuori dal comune, che mi avrebbe visto interagire con ogni oggetto, mangiare solo nei fast food e avere una casa in cui dormire”
“Oh, Alfred…” commentò la casa.
“Alfred, sei l’unica ragione per cui gli alberi sono verdi” disse la voce incorporea.
“Ho anche aggiunto un commentatore, che mi avrebbe ricordato perché sono qui, ma, ahimè, parte del percorso è già stato fatto da te, povero mollusco. Ho solo perso il treno, che ci posso fare. Tuttavia il varco era ancora aperto ed eccomi qui, a prendere il mio posto. Tu puoi pure tornare a casa”
Tornare a casa? Dai suoi genitori e sua sorella?
“Un momento” obiettò Jack. “Io so che ci sono i miei che mi hanno osservato in televisione”
“Che senso ha vivere un’avventura senza che ti guardi alcuno? Probabilmente la realtà, percependo te, si è connessa con casa tua. Devo dire che tutto funziona alla grande”
Tirò su col naso e sputò per terra. Spuntò un delicato gelsomino.
“Proprio alla grande”
Jack capì di non essere all’altezza di quell’omone e chiese “Come si esce?”
“L’hai detto” rispose Alfred. Jack cominciò a sparire, e la voce ricominciò “Benvenuto, Alfred. Devi assolutamente prendere i cavetti, mi chiedo se tu sia pronto”
Dal canto suo, Jack riaprì gli occhi e si ritrovò seduto a casa sua, di fronte a lui, i suoi genitori e sua sorella.
“È stato un programma bellissimo e tu te la sei cavata alla grande” commentò sua madre, asciugandosi gli occhi dalle risate. “Mi chiedo come uno perda il treno quando decide di architettare una cosa pazza come quella. Ma comunque. Dal tuo punto di vista, ti sei divertito? Come hai trovato questa avventura?”
Jack si accasciò sulla sedia e sospirò. Gli venne in mente una sola parola.
“Insomma…”

FINE

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