Quel che un asparago avrebbe detto…/38

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38 … se non avesse incontrato uno spazzolino
L’asparago incontrò uno spazzolino, quel giorno che gli consigliarono di combattere il tartaro.
“E così sei venuto” esordì quello. “I Tartari sono una popolazione feroce dei Tartalandia, sei pronto ad affrontarli a testa alta?”
L’asparago sulle prime non aveva idea di chi stava parlando. Poi arrivò davvero, un Tartaro. “Salve” disse. “Volete una tazza di tè?”
“Il tè con gli asparagi” disse l’asparago. “Non ti farà un po’ schifo come sapore?”
“Col sapore? Col sapore ci faccio l’amore” spiegò lui. “Cose che tu non capisci. Ti sei mai innamorato?”
Lo spazzolino ricordò della sua esperienza amorosa. In effetti col dentifricio, dopo tutti quegli anni che si usava, non erano mai andati oltre il limone. Era una situazione strana, perché potevano dirsi sposati, eppure c’era stato solamente lo scambio di lingua che, appunto, si chiama, limonare.
“No, non ricordo nessuna esperienza amorosa, Tartaro” disse lo spazzolino. “Ma nell’immaginario comune ti vediamo barbaro, un rozzo, un violento, uno sboccato e anche un po’ sbeccato. Come mai sei così cordiale con le corde accordate?”
“Beh” disse il tartaro. “Siamo leggermente nel terzo millennio, ormai ci siamo addomesticati. Non è più necessario essere nomadi. Infatti io e la mia famiglia vogliamo stanziarci sui denti degli umani. Vero ragazzi?”
I ragazzi del Tartaro si misero in posa. Avevano tutti i risvoltini, avevano assunto un’espressione a becco di gallina e movimenti con le mani.
“Fa molto 2008” commentò l’asparago. “Ma ciò non toglie che la mia risposta all’amore risiede nelle Angiosperme”
“Tanta speme, certo” disse lo spazzolino, che, saltellando, andò a trovare le suddette, tornò e, dopo aver vissuto la sua avventura rispose “No, non ti vogliono, Asparago”
“Meglio così, partirò da solo verso la città invisibile”
Sia il tartaro che lo spazzolino lo guardarono perplessi, anche perché aveva un’espressione sognante, come di uomo dominante.
“Chiedo scusa” disse il primo, “Come puoi andarci se la città è invisibile?”
L’asparago sbiancò.
“Grazie per avermi messo le pulci nell’orecchio eh, adesso dovrò convivere con la zizzania!” esclamò adirato. E L’asparago bianco era una vera rarità al mercato, c’era da dire.

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