Quel che un asparago avrebbe detto…/39

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39 … se non avesse incontrato il Riduci a Icona
C’era una volta un asparago. O meglio, l’immagine di un asparago. Viveva nella cartella Google Immagini e campeggiava, sdraiato sulla sua sedia sdraio, a commentare in maniera molto banale tutti gli eventuali visitatori.
“Questo utente mi ha cliccato”, “questo utente ha una connessione internet adatta a vedermi”, e altre amenità del genere.
Un giorno, però, l’immagine venne salvata con nome.
“Che succede? Vuol dire che la mia pacchia è finita?” chiese allarmato il file. “Sì, la tua pacchia è finita”
Non si sapeva chi aveva parlato.
“Come ti permetti di farti i fatti miei?” chiese l’asparago. “Chi sei?”
“Sono il Riduci a Icona, zoticone. Sono qui per dare un avvertimento.”
Il Riduci a Icona si trovava in alto a destra della finestra di dialogo tra l’utente e il computer. Il file dell’asparago non ci aveva mai fatto caso, ma si trovava sia nella finestra di internet dove abitava, sia nell’immagine vera e propria del file creato, ma anche nella cartella che conteneva l’immagine. Era fatto a forma di asparago, uno coricato.
“Non imitarmi. Ecco l’avvertimento. Ciao.”
Il Riduci a Icona poteva essere di poche parole, ma quelle rimasero conficcate nella testa del file Asparago per più di dieci secondi. Poi, lo imitò. Si coricò per terra.
“Che cavolo fai? Non ti avevo forse detto che…?” cominciòa a inveire il Riduci a Icona. “E dire che volevo regalarti un’icona!”
“No, ho già abbastanza Britney Spears nella mia vita, grazie!” esclamò l’asparago. “È che non so nemmeno io come sono finito coricato! Qualcuno deve avere premuto il pulsante Ruota!”
Il riduci a Icona prese a riflettere. “So io chi potrebbe essere stato…”
“Puntatore?” chiese dopo una pausa.
“Eccomi” fece lui.
“Tu ne sai niente?”
“No, io non c’ero e se c’ero dormivo. Sai anche tu che dipendo dal Mouse, no?”
Ed era vero. ogni movimento del Puntatore dipendeva dal Mouse. Il Riduci a Icona, visto che non poteva parlare con un oggetto fisico, lasciò perdere e tornò a prendersela con l’asparago. “Ma lo vuoi capire che messo così sembriamo uguali?”
“No, perché io ho un elefante che fa skateboard sulla mia schiena!”
Ed era vero. Sotto gli occhi di un allibiro Riduci a Icona, un elevante prese a fare skateboard, in loop, come se fosse…
“… una GIF. Ma certo, come ho fatto a non pensarci prima?”

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