Tutto il quartiere.

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Lasciatemi stare, perché non ce la posso fare. Non vorrei pensare, non voglio, non posso pensare. Avete sentito questa esplosione? Si è svegliato tutto il quartiere, quello che prima non parlava, vedeva senza vedere e faceva finta di non sentire.

Ma…

Che cosa è successo a Paolo?

Niente, stava solo citofonando per andare a trovare sua madre.

Due mesi prima era morto Giovanni: forse Paolo stava pensando anche a quello, a lui, a tante cose.

Stava pensando, forse, a quel momento di pace che voleva concedersi durante la guerra che, fino a quel momento, stava conducendo da solo, da 58 giorni.

Ma quando svegli il mostro, non c’è pace. Ma quando svegli il mostro, devi pensare. Sempre. Quando decidi che la gente debba avere la possibilità di vivere libera,  il male non vuole, non puoi dire “Lasciami stare”.

Questa è via d’Amelio, del luglio del ’92, là dove Paolo ha finito la sua corsa, in una maniera simile a Giovanni. La banalità del male.

Ed io? Ho guardato le macerie di Capaci, la ferraglia bruciante. Oggi, guardo la strada divelta, corpi irriconoscibili, feriti e ambulanze. So fare solo questo?

Loro si aspettavano che io possa farcela, come loro, perché erano uomini, come me. Nessun superpotere, solo un sogno.

Non lasciatemi stare, chiedetemi. Voglio pensare.

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