Orsi che sputano fuoco

Una tazza di tè era sempre un evento speciale, in modo che sia possibile parlare, camminare, nuotare e nel finale due volte i saluti. Fatelo bene.

“Sono in estasi” esordì lei. “Sono un ecstasy… no magari questo no, che poi sembra brutto. Piuttosto, mi sembra una teiera, tu sai dove si trova?”

C’era una tazza da tè e una zuccheriera. Questa rispose “Non parlo con te”

“Con te… quindi con me, no? Me o te? Me contro te?”

“Sì, dico a te, te. Pensavo fossi io quello che dà estasi, non certo la teiera”

“E invece sto aspettandone una, perché voglio essere riempita” ribatté quello. “Chissà che gusto mi comparirà”

“È in ritardo” fa notare.

“Lo so, ma anche così…”

La tazza di tè sognava un misto tra cannella, eucalipto, citofono, invece fu allora che comparve. “Sono una teiera”

“Teieri?”

“Teiera!”

La zuccheriera non era per niente divertente. “Ora, non è che perché sono venuta in ritardo allora vengo dal ieri”

“Chi mi ha chiamato?”

“Certo che per essere una sala da tè c’è un bel movimento” commentò la tazza. Il nuovo arrivato, trafelato, si accasciò sulla poltroncina.

“Fammi del tè, Ambrogio, e un cioccolatino di quelli con l’involucro giallo” ordinò.

Sia la tazza, sia la teiera, sia la zuccheriera, si adoperarono per servire il tè al gusto di ieri, al ieri in persona. Solo che scomparve.

Si dissolse.

La teiera fece fuoriuscire il liquido da fuori la tazza, che dunque andò a nuotare sul tappeto, il quale a sua volta ospitava alcuni acari che multarono il tè per divieto di balneazione.

“Ma quando abbiamo balneato?” chiese il tè, o meglio le sue goccioline.

“Ieri!” esclamarono gli acari. Stava di fatto che che la tazza, dapprima in estasi, invase il regno dei biscotti. “Non siamo fatti di estasi” commentarono loro.

Oh.

Scusate.

Non pensavo mi sentiste.

“Non lo siamo, ma vorremmo anche interpellare lo zucchero”

Lo zucchero chiese “Verrò?”

“Aiuto, una valanga!”

“No, è solo zucchero! Ne basta un poco e il tè va giù!” Commentò la teiera.

“Ma non è il tè, è lo zucchero! Scappiamo!”

“FUNKY GALLO!” esclamò quella, e scese giù dal cocuzzolo della montagna con la neve alta così.

Fece enormi disastri.

Questo era quel che succedeva quando una tazza di tè era estatica. Ed era per quel motivo che oggi, si festeggia il 2 dicembre.

“Che festa è?”

“La festa del ieri!” rispondo. Volevo fare una conclusione ma il tè mi interrompe sempre. “Che vuoi farci, finché sono le cinque…”

“Cinque tè?”

“No, le cinque del pomeriggio”

“Pomeriggio cinque, allora!”

“No, quello no. E comunque, secondo l’ultimo episodio la testimonianza dello zucchero ha commosso il web!”

Il web, ma non la teiera, Tazza.

Non la teiera.

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