Carte di gioco francesi

Carte da gioco francesi

C’era una volta il tre di picche. Si guardavano a vicenda, stavano tramando qualcosa pur non parlando.
“Che cosa possiamo fare” cominciò uno di loro “per scartavetrare i negozi?”
Gli altri due non seppero rispondere, sennonché atterrò proprio in mezzo a loro un solo quadro.
“Oh, no, ancora?” si chiesero tutti e tre. Il diamante spense il fuoco che si trovava in mezzo a loro e cominciò a parlare con voce robotica. Le picche erano abituate a quel tipo di ordine, tanto, in ogni caso, avrebbero fatto di testa loro.
“Buongiorno, cortesi amici miei”
“Casomai buon pomeriggio, il sole sta caland…” fece uno dei tre, ma gli venne chiusa subito la bocca.
“Odio le interruzioni, infatti ho subito pagato Spotify Premium per questo motivo” disse l’asso. “Ho bisogno di voi per fare una scala reale”
Sospirarono. “Non possiamo farla. Dobbiamo conferire col Jack, che a sua volta deve conferire con il Re e la Regina. Noi siamo solo tre. Cosa possiamo fare?” spiegarono.
“Non è un problema, sciocchi plebei, giacché so anche io che non valete nulla” affermò l’asso, senza aver timore che qualcuno potesse infilzargli la testa. No, perché comunque non ne aveva una, dunque non poteva essere infilzata in nessun caso. “Ebbene, non stavo parlando delle carte da gioco, ma ho solo bisogno di una scala. Reale.”
“Full!” esclamò il Jack di Picche.
“Che ci fai qui?” chiese l’asso di quadri.
“Passavo di qui per caso. È forse vietato? oh, forse è vietato. Scusate ragazzi, non volevo infrangere la legge!” esclamò sarcastico.
“È sempre così, ecco perché odio parlargli” borbottò una delle tre picche. “Non sai mai quando è serio o quando è divertente”
“Bello, vero? Sono imprevedibile” annuì il Jack. “Tu vuoi una determinata cosa che noi, ahimè, non possiamo farti avere”
“E chi lo dice?” chiese il diamante.
jack si guardò attorno e pescò un mazzo di fiori. “Loro. Una, due, tre… sono sette fiori. Non male, no?”
“Già, ma non hai giocato col cuore!” esclamò il Jack di Cuori. Il Jack di Picche arricciò le labbra.
“Pentola a pressione!” esclamò furioso. “questo è il nostro mondo!”
“No, anche il nostro. Guardate! Forse non vi ho detto che il re di Quadri mi ha fatto dono dei raggi laser!”
L’asso di quadri fece fuoriuscire delle saette luminose da ciascuna delle sue estremità. generarono un armadillo, un orso, un orso polare e un temperamatite.
“Salve, abbiamo appena fatto Poker!” esclamarono tutte contente. E, nello scorno delle altre carte, nessuno poté ribattere nulla.

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