Le avventure delle nuvole/41

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41 Non dinosauri ma nuvole
C’era da dire che Georgino non aveva preso molto sul serio la decisione delle nuvole.
“Abbiamo deciso di diventare dinosauri”. Così recitava il dispaccio a lui pervenuto. Georgino, tuttavia, sapeva che quando aveva menzionato la meteora che aveva concluso l’epopea dei dinosauri erano scomparsi tutti.
“Occorre trovare una soluzione definitiva” asserì, cercando in tutti i modi di ignorare un Triceratopo che stava mangiando una delle sue ali.
“Con chi stai parlando?” chiese il cielo.
“Non sapevo che avessi una bocca” disse l’aereo. Il cielo arrossì. Era pomeriggio.
“È vero” ammise. Tanto vale dire tutta la verità. “ho una bocca. Molti la chiamano la bocca del ciclone”
Georgino evitò un gruppo violento di dinosauri. “Non c’è nessun ciclone”
Il cielo si turbò. Le nuvole, comunque, non lo aiutarono. Il cielo disse “Va ben, se vuoi far smettere le nuvole di giocare, c’è solo un modo”
“Quale?”
Georgino era tutto orecchi.
“Spegnere e riaccendere”
L’aereo non era sicuro di aver capito il suggerimento del cielo. “Cosa si può spegnere e riaccendere?”
“E io che ne so? La risposta si trova dentro di te”
Dentro di lui… Georgino non sapeva ancora cosa dire. “A parte la scatola nera, dentro di me ci sono persone e mobilia e bagagli, forse”
Il cielo non sapeva come ribattere. In effetti, apparentemente, Georgino aveva dato una risposta sensata. “Intendo dentro di te, nel profondo del tuo cuore”
“Apriamo la scatola nera”
Georgino si rivolse a quest’ultima, ma quella continuava a rigirarsi nel suo letto senza saperne di svegliarsi. Meglio così, per gli esseri umani che stavano viaggiando poteva essere di enorme consolazione.
“Può essere di enorme consolazione per gli umani che viaggiano dentro di me” disse Georgino “ma in realtà volevo sapere quale risposta si trova dentro di me”
Il cielo continuò a non dire nulla. Era molto difficile trovare una risposta senza sapere quale fosse esattamente la domanda. Infine, la trovò. Era sempre stata davanti a lui.
“!Sarò io stesso cometa! Anche se sono dinosauri, sono comunque nuvole!”
Un Triceratopo si schiantò contro il suo muso e si dissolse, non arrecando nessun danno. Georgino disse “tecnica superiore di sfondamento nuvole!” e, aumentando la propria velocità, fece strike contro diversi dinosauri, che tornarono a essere nuvole. Alcune, tuttavia, avevano ancora le zanne.
“E tu, che dinosauro saresti stato se fossi stata una nuvola?” si ritrovò a chiedere un Cirrocumulo, offeso per essere stato riportato a quella forma. Aveva tuttavia una bella coda puntuta.
Georgino ci pensò su. La sua tecnica era stata eccezionale, quindi, di per sé, non aveva esattamente bisogno di essere un dinosauro. Tuttavia, gli venne in mente una cosa.
“Vuoi diventare, piuttosto, una forbice?”
Il Cirrocumulo sbiancò, come poteva capitare solo alle nuvole. “In che senso?”
“Puoi tagliare la strada al prossimo, tanto per dirne una. Non dirmi che non c’è nessuna nuvola che ti sta sulle scatole?”
Georgino si sentì parecchio cattivo nel dirlo, ma effettivamente meglio una forbice che un dinosaruo.
“Oh, sì, ad esempio c’è Karen che…”
Georgino si ricordava di Karen. “È la tipa che ha inventato il vento?”
“Non lo ha inventato, lo ha rubato usandolo per sé”
Georgino ebbe la sensazione che si cambiasse versione ogni qualvolta che se ne parlava, ma non lo confidò all’interlocutore. “Allora puoi usare veramente l’opzione forbice, no? Visto che ce l’hai con Karen”
“Dovrò aspettare che si rigenera, però” disse il Cumulonembo. “Sai che è tornata ad essere Gocciolina?”
L’aereo avrebbe preferito non saperlo. “Ciò che volevo dire è che la forbice elimina la carta, quindi l’acqua”
Il Cumulonembo non era sicuro che potesse essere vero. Tuttavia aspettò.

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