Racconto a catena/4

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C’era una volta una piscina olimpica.
Era bella, blu, silenziosa e anche un po’ rettangolare. Le olimpiadi quell’anno non si sarebbero tenute, ma funzionava lo stesso.
A un certo punto, arrivò una cornacchia.
“Salve a tutti!”
La sua eco si espanse per tutto l’edificio. La piscina chiese “Puoi chiudere la finestra che sento freddo? Grazie”
L’animale pennuto si guardò a destra e a sinistra. Non c’era proprio nessuno: chi aveva parlato? “Guarda, è molto strano che una piscina abbia freddo. Vuoi anche una sciarpa?”
“Eh?”
La cornacchia ripeté “Vuoi una sciarpa?”
“Come osi? Che maleducazione al giorno d’oggi! Una sciarpa… se potessi muovermi, ti farei vedere io chi è una sciarpa oppure no!”
La piscina si stava anche agitando, i divisori fatti a palline si strinsero ancora più forte, perché avevano paura di annegare. Tutti sapevano tuttavia che non potevano annegare. La cornacchia rispose “Una sciarpa è un indumento caldo, come posso offenderti in questo modo?”
“E insisti? Forse vuoi fare una brutta fine? Che ne dici, sei commestibile arrosto?” chiese la piscina. “Una sciarpa… aspetta che lo senta il bagnino, e guarda come si fa quattro risate!”
Il bagnino, però, non arrivava.
“Aspetta che arriva, eh, starà mangiando un floppy disk”
Ancora silenzio. La cornacchia, spazientita, prese a volare, poi tornò e lanciò una sciarpa proprio sopra la piscina olimpionica.
“Eccola qui! Adesso non farà che bagnarsi, perché appunto trattiene il freddo umido”
La piscina vide quell’indumento grigio e in effetti stava assorbendo un sacco di acqua, ossia di se stessa.
“In effetti adesso sono meno umida, il freddo non mi arriva più nelle ossa” commentò l’acqua della piscina. “Sarai anche una vecchia cornacchia ma hai avuto un’idea quasi geniale…”
Fece una pausa.
“Peccato che io non abbia ossa alcuno!”
Il pennuto inspirò profondamente, sconvolta da quella notizia. La piscina ridacchiò “Però grazie del pensiero. Adesso so cosa regalare al bagnino”
In effetti avrebbe tanto voluto regalare qualcosa a quel pezzo di bagnino, ma quello non venne per tutto il giorno. Le parve strano.
“Ma che giorno è oggi? Voi palline, invece di abbracciarvi, lo sapete?”
“È domenica, il giorno dell’affetto!” esclamarono quelle. L’acqua sbuffò. “Ah, ecco, è il famoso giorno di chiusura delle cornacchie!”

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