Racconto a catena/9

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Il fatto era che essere un citofono, a quei tempi, significava mangiare schifezze, guardare la televisione senza mai accenderla e poi andare a dormire senza effettivamente andare a letto. Tutto ciò riguardava il citofono di quel palazzo.
“Secondo te cosa c’era scritto?” chiese un campanello all’altro. “Dentro la busta, intendo”
“Oh, dobbiamo chiederlo a Maria” rispose un altro. “È lei che apre la busta o no”
“Ma insomma!”
Uscì dal portone la stessa signora, che scombussolata, aveva bisogno degli affari suoi che potevano essere espletati solo una volta usciti di casa.
“Eccola” commentò lo zerbino davanti al portone. “Tu, cara la mia toppa, che cosa ne pensi?”
“Penso che la Scozia abbia tutti i diritti per rendersi indipendente”
“Non quello! Della busta!”
“Beh, scelgo sempre la tre”
Lo zerbino, vedendo che la toppa faceva delle resistenze, si rivolse al citofono, dato che gli era venuto in mente che persino loro stavano parlando di ciò che era successo.
“Allora, a che conclusione siete arrivati?”
“Rododendro” dichiarò il citofono tutto. Lo zerbino non capì.
“L’ho capito che rodi dentro, ma dovresti un po’ soffiarti il naso”
“Ma allora non hai capito! È bestiale il soprannome dei papaveri!”
Lo zerbino divenne un rubino e si mise a essere venduto, solo che nessuno volle acquistare una cosa impolverata. Tornò a essere uno zerbino.
La signora tornò dagli affari suoi.
“Sei” affermò, primo di spingere il portone. Tutti quegli elementi si guardarono un’occhiata perplessa e spaventata.
Un Sei era appena arrivato a parcheggiare. Il vento gli accarezzava il ciuffo, il motore con cui era venuto era nuovo fiammante e la benzina era ancora piena, magicamente. Lui stesso non vedeva l’ora di vedere quella casa, quel residence che stava diventando sempre più importante, Probabilmente sarebbe arrivato a divenire il CEO degli stabili, oppure qualcuno lo avrebbe arrestato per arrampicata sociale, o quel reato lì, o anche per aggiotaggio formaggio a maggio.
Insomma, non so la legge, come potete capire. Fatto sta che il Sei, nemmeno lui la conosceva, poiché è la sufficienza e con sufficienza guardò quel portone. Poi andò via.

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