Quindici.

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Mi ricordo che una volta era mattino. C’era sempre il sole, in quei giorni.

Era primavera ed era una bella giornata. Ricordo che siamo andati dal fruttivendolo. Attraversammo la stradina del paese, Valenzano, diretti in via Trento. Ci tenevamo per mano, e tutto era semplice.

I pomeriggi potevano essere anche molto lunghi, in via Trento. E cucivi. Io giocavo, o guardavo Bim Bum Bam.

Mia sorella dormiva placida nella culla. Tutto andava bene. Tutto era al suo posto.

Mi ricordo che una volta chiamammo le zie, le tue sorelle, e io parlavo loro, e scrissi loro una cartolina. “Mamma, non so cosa scrivere”

Questo dicevo, una frase che mi ha accompagnato per ogni singolo tema, poi corretto e scritto da te.

Mi ricordo che la domenica facevi le orecchiette con le cime di rape. Papà tornava dal lavoro, ma allora era solo “Quello che mi comprava le figurine”.

Mi controllavi i compiti. Ricordo che una mattina calda di inizio giugno mi hai fatto uno scherzo. Tu, tutta arrabbiata, mi hai spiaccicato sul tavolo la pagella, urlandomi che ero stato bocciato.

In lacrime, ti chiedevo “Ma mamma. bocciato con buoni voti?”

E tutto finiva col sorriso. Era sempre sereno, in via Trento.

Mi ricordo che andavamo nella chiesetta di san Rocco. Il santo col cane, un’unica freccia conficcata sul ginocchio.

Ed era venuto il circo, che portava con sé un’orca assassina che volevo vedere a tutti i costi.

Mi ricordo che una volta mi hai spiegato che il divieto di accesso non vale per i pedoni.

Mi ricordo i lunghi pomeriggi estivi, il tempo sembrava non finire mai ma accidenti se poi è finito.

Mi ricordo il pavimento bianco, e la geografia.

Ricordi che oggi tornano ad affiorare.

Mia sorella non dorme più nella culla, io adesso so anche troppo bene cosa scrivere. Nei divieti di accesso non ci posso passare più, perché non sono più un pedone.

La chiesa adesso si chiama Sacro Cuore alla Noce e la domenica mangio anelletti al forno.

Adesso abito in una via dedicata a una vittima della mafia e le zie le vedo solo periodicamente, molto invecchiate, e stanche, e addolorate.

Papà ha i capelli grigi, l’unica cosa di cui ho paura.

Bim Bum Bam ha chiuso. Ora c’è lo streaming.

L’unica cosa che manca ogni giorno sei tu, perché ogni volta che stringo la mano tocco l’aria.

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