I cieli di Alkabeth/04

State per leggere un racconto fantasy, il quarto di questo blog. Spero vi piaccia!

Per questo di Voi abbiamo bisogno/ Affinché nella notte più buia/ Il Regno verrà, in nome della giustizia. Non ti dice niente, vero? 

L’Oracolo sorrideva. 

“Non ho capito, è vero” rispose lui, mesto, rispondendo al sorriso con un leggero imbarazzo.  

“Perché è solo una delle quattro parti. Vostro padre è già tornato nel posto preparato da lui sin dall’origine del mondo, ed è morto da eroe, dunque vivrà per sempre. Vostra madre… vostra madre lo raggiungerà tra breve, perché Dried e chi lo comanda non sono propensi alla pietà. Proibiranno qualsiasi visita e…” 

Si interruppe. Non voleva dire di che morte sarebbe morta Mary. Inoltre, i due fratelli si rabbuiarono, pertanto decise di limitarsi a infondere un po’ di coraggio e di speranza, così come le avevano insegnato i Draghi.  

“Come possiamo far tornare i Draghi? Da dove vengono? Come si fa?” chiese Alexander, per un attimo dimentico della tristezza che gli stava annebbiando il cuore. Tuttavia, più guardava colei che si era definita l’Oracolo, più provava un senso di sicurezza. Era pur sempre dolore, e lui lo sapeva, ma sapeva che forse c’era ancora speranza. Come una via in mezzo ai rovi, come un’alba dopo una violenta tempesta, come un varco bianco in un muro nero, là dove vi era solo morte e disperazione.  

Come un ragazzo che si aggrappava a una ragazza, figlia di Draghi, illuminata e saggia dopo secoli di attesa silente.  

“È sufficiente ricomporre la canzone” rispose lei. “Una di queste parti è in mano a Evenmoth in persona. È ciò che lui teme più di ogni altra cosa” 

“Perché?” chiese Benjamin.  

“Perché ha spodestato il trono che apparteneva ai Draghi, corrompendosi coi Demoni. Ecco perché esistono bestie come i Succhiatori, o le altre oscenità che popolano questo mondo” 

“Esistono creature peggiori dei Succhiatori?” chiesero all’unisono i due ragazzi, inorriditi.  

“Beh, fratello, si parla tanto delle Marabbecche, che vivono nei pozzi” gli fece notare Benjamin.  

“Ecco perché non ne abbiamo manco uno” rispose Alexander. Ricordava benissimo sua madre, tante vite prima, che tra una tazza di latte e una galletta, gli raccontava che le Marabbecche aspettavano solo i discoli, per rapirli dentro i pozzi.  

“Sapete quanti anni ha il vostro sovrano?” chiese l’Oracolo. Sorrideva, sentendoli parlare delle Marabbecche, mentre lei ripassava con la mente le altre crudeltà che il mondo offriva.  

“Sta vivendo una vita più lunga degli altri perché adesso è un Demone, eppure è nato uomo come voi. Non so quanto sia felice, ma, adesso che la preghiera è tornata a essere recitata, ho davanti a me coloro che possono ricomporla per intero” concluse l’Oracolo.  

Gli occhi grandi della ragazza osservarono Alexander e Benjamin, che  si non potendoselo spiegare si sentirono nudi, in imbarazzo, tentati dal piangere un’altra volta o avventurarsi con lei chissà dove, a esplorare zone mai viste, a combattere creature malvagie e superare Evenmoth per spodestarlo e far tornare i Draghi.  

Rischiare la vita per ricongiungersi ai loro genitori? Chi mai lo avrebbe fatto? 

“Naturalmente non vi costringe nessuno. Le circostanze del ritrovamento di questa stele sono state molto vaghe, e precipitose. Coloro i quali conoscevano la preghiera ed in effetti avrebbero potuto partire sono morti, o in prigione. Voi, che ne detenete il sangue, siete chiamati a sostituirli. Tuttavia, i Draghi hanno concepito Alkabeth sulla libertà, sia di scelta, personale e pubblica, tant’è vero che adesso sulla loro terra regna un corrotto; sia anche sulla volontà personale, di seguirli o no. La loro proposta, il loro alito di vita risiede in ciascun abitante di questa terra, la stessa terra che quando sorge il sole è rossa e quando tramonta è arancione. Cosa decidete voi, figli di qualcuno che ha imparato a leggere, grande dono dei fuochi?” 

Alexander capì solo la metà del monologo dell’Oracolo. L’immagine dei dardi che attraversavano il corpo di David si affacciava insistente nella sua immaginazione.  

“Ma come possiamo realizzare tutto questo? Non sappiamo nemmeno come cominciare” chiese infine. Sembrava sua coetanea, ora che la vedeva meglio. 

A quella domanda, l’Oracolo non si scompose: “Eppure dentro te stesso vi è la fiamma della vendetta che arde, vero? Vuoi farla pagare a Dried e a chi lo manda, immagino” disse, e in effetti era vero. Sia lui che Benjamin adesso non avevano più paura di guardare quei corpi che giacevano ancora là, martoriati da profonde ferite e torture indicibili. “Orsù, ditemi: è bello e giusto contristarsi per la perdita dei propri cari, tuttavia per far sì che la loro volontà non muoia con loro è bene partire per ricomporre la preghiera spezzata. Non è forse così? Vi guiderò in un viaggio forse pericoloso, ma che promette una grande ricompensa finale. Tuttavia i Draghi hanno sempre posto il libero arbitrio al di sopra di ogni cosa. Così è stato agli albori del tempo, quando decisero di andarsene dai Continenti del Nord poiché i Demoni non li accolsero, e così è stato per Alkabeth stesso, che non avrebbe mai dovuto conoscere ciò che ora sta vivendo, e tuttavia ha comunque accettato di soffrire.” 

L’Oracolo aveva la vaga sensazione di star ripetendosi. Alexander e Benjamin non avevano bisogno di parlare, lo vedeva anche lei. Sembravano così diversi! Si presero per mano, e in lei nacque della simpatia particolare per loro. Si sentiva come un’estranea nel loro dolore, e decise di donare loro tutto il coraggio che le era stato dato in prestito dai Draghi.  

“Sì, verremo con te” decise Alexander. “Certo che partiremo. Per noi, qui, non c’è più niente” 

La ragazza sorrise, e nel farlo i due si sentirono ancora più convinti di fare la scelta giusta: il sorriso dell’Oracolo aveva consolato i tanti momenti di dolore appena vissuti e dunque realizzarono in breve tempo i bagagli, per poter partire alle prime luci dell’alba. 

Una volta sorto il sole, i due fratelli si presentarono di nuovo al suo cospetto.  

“Hai dormito?” chiese Benjamin. La ragazza sembrava non aver mai lasciato la sedia dov’era seduta.  

“No” rispose lei, dopo una lunga pausa. “Non appartengo a questo mondo, non so cosa voglia dire dormire. Forse verrò colta dal sonno, un giorno. Tuttavia… posso morire se vengo colpita dalla lama, o da una freccia” 

“Sei davvero la figlia dei Draghi” rispose Benjamin. “Con ‘sti capelli, poi…” 

L’Oracolo sollevò un sopracciglio, perplessa e divertita. Dopo, sopraggiunse anche Alexander. Entrambi avevano solo un fagotto e delle provviste.  

“Non sei un sogno, vero?” chiese.  

“No, non è un sogno. Il sole è sorto, e state per abbandonare questa casa. Nessuno di voi due ha voglia di dire ancora qualcosa?” 

Nessuno dei due aveva voglia di parlare di quanto accaduto. Il dolore lottava per sprigionarsi, ma qualcosa dentro di loro lo soffocava, come se qualcuno stesse bisbigliando e non potesse urlare più forte.  

“Va bene. Sarò io, dunque, a recitare una preghiera nell’antica lingua dei Draghi. In questo triste giorno porrò le basi per un mondo migliore. Farete del vostro meglio, e io ho il compito di seguirvi finché avrò le forze” 

Poi i due fratelli smisero di capirla. Pronunciò molte parole, parlò per diversi minuti e poi concluse.  

“Possiamo andare”  

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