Racconto a catena/15

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Il gabbiano doveva pur ottenere giustizia, o ragione, o entrambe le cose da qualche parte. Andò per prima cosa al commissariato dei gabbiani, che era vicino il banco di spezie. Era molto curioso che avessero messo un luogo di legge vicino il banco di spezie, ma quello era e lui non si lamentava mai.
Al posto del commissario c’era un altro pennuto coem lui, ossia un gabbiano, vestito da poliziotto,. In testa aveva un berretto blu e vestito aveva una divisa altrettanto blu. Non cerulea, era blu pervinca.
“Dunque” esordì il tutor della legge. “Chi abbiamo qui?”
Il gabbiano, quello che dpveva esporre denuncia, lesse Tutor della legge. “Lei è un tutore, non un tutor. Non è lei che deve far fare alla legge l’esame di stato, am viceversa”
“Non sono un tutor, dunque? Forse sono un Titor? John Titor?” il gabbiano cominciò a dire mio, mio e a amangiare un sacco di spezie, per poi volare in mezzo agli altri suoi colleghi e fare a gara a chi la sparava pià grossa. Il povero gabbiano on potè più esporre denuncia, anzi, andò direttamente verso il boss delle rose.
Il boss delle rose era una rosa lui stesso, e stava in mezzo agli altri fiori siccome c’era un fioraio, all’interno dello stesso paese. Magari lui lo avrebbe ascoltato. Per mostrargli rispetto, il boss tolse il sigaro che aveva in bocca, quale che fosse.
“Benvenuto” salutò con voce arrochita. “Qual buon vento ti porta, mio caro gabbiano? Come va con la canzone di Gianni Celeste?”
“Celeste cobalto, insomma”
“Sì, come l’azzurro del cielo di oggi.”
Rinfrancato dal fatto che qualcuno lo stava ascoltando, espose tutto. Sin da quando era stata trovata la busta, c’erano degli elementi che si chiedevano quale fosse la differenza tra uan ruota e un cerchio e nesusno capiva più il bandolo della matassa. Il boss delle rose ridacchiò molto divertito.
“Se non altro, sai raccontare le storie, vecchio mio” disse la rosa. “Vedi, è molto semplice. Io e i miei picciotti potremmo racocntarti un sacco di storie da bar, ma la verità è una sola”
Fece una pausa. Il gabbiano deglutì e sudò freddo.
Il boss dele rose venne preso e sistemato in un bouquet, comprato anche una ventina di euro. Il gabbiano si disperò e andò avanti nella sua ricerca, ma un garofano stava birbottando invidioso, impetuoso e anche un po’ fumoso.

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