Racconto a catena/17

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Il Sei stava ancora cercando i carrelli quando squillò il telefono. Si trattava di sua madre, il Tre.
“Cosa vuoi per pranzo?”
Cosa voleva per pranzo? Ma lui viveva da solo, nella sua casa. Non viveva certo con sua madre da almeno sei anni. Forse voleva invitarlo? E per quale ragione?
“Lasagne al forno, madre.” rispose lui. Poi riprese il tragitto con la motocicletta. Gli piaceva fare un giro, anche due. Tuttavia, nessuno sapeva nulla dei carrelli. Tornò al supermarket, perché tante volte chi cercava una cosa la trovava proprio nel luogo in cui l’aveva lasciata.
Quella giornata non fece eccezione: i carrelli erano tornati tutti al loro posto. Il supoermarket era anche chiuso.
“Oh, sono le tredici, che è l’orario di chiusura. Ma allora…”
L’idea arrivò fulminante nel cervello.
“I carrelli erano stati presi dai clienti! L’insegna Surgelati non c’entra niente! Mon Dieu!”
All’interno del market, l’insegna ridacchiava.
“E anche per stavolta, te l’ho fata, Dottor Stranibus!”
In piena Valacchia, in un castello nero sempre circondato da nubi, il Dottor Stranibus stava lavorando a un marchingegno che ricordava tantissimo la spazzatura della plastica.
“Hai finito di ridere, insegna dei Surgelati!” esclamò il dottore. Era calvo ma aveva due occhialini neri da sub niente male. Lui li definiva niente male. “Con questa macchina ruspante potrò coltivare i miei cavolfiori nella maniera migliore!”
Seguitarono tuoni violenti.
“Ma mio signore, dobbiamo prima visitare i pazienti, c’è l’ambulatorio pieno!” esclamò un nanetto.
Il Dottore lo sqaudrò da capo a piedi, non che ci volesse molto.
“Sai perché si chiama ambulatorio? Perché ambulano. E quindi, che camminino! Io devo fare i cavolfiori!”
Il Sei nel frattempo mangiò dell’ottima lasagna al forno. E fece il bis. Era morbida e calda, lui giudicò lo strato di besciamella abbastanza cremoso e filante e il ragù col pomodoro ci stava che era una meraviglia. Gli strati di lasagna ricordavano un tappeto volante per poter volare in Persia. Ma lì, e nemmeno Alì, non erano in Persia, e quindi si potevano e dovevano mangiare, con calma e senza alcuna fretta, alsciando che ciascuna delle papille gustative potessero godere di quell’equilibrio tra i sapori. Il dolce del pomodoro con il salato della pasta, e che dire della croccantezza del ragù?
Il numero Quarantadue venne informato.
“E così il boss delle rose è stato venduto… appassionante.” Si grattava il mento, ma lui era sicuro che c’era dell’altro da grattare.

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