Racconto a catena/24

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“Si fa presto a dire tutori della legge” disse il portapenne. Nessuno lo ascoltò, tranne il condizionatore. Era pur sempre luglio.
Il condizionatore aveva dei tubi che portavano dritti dritti fino alle piramidi. La voce corse, corse, corse ancora. Una piramide, non so se fosse stata di Cheope o di quell’altro scienziato, ascoltò e recepì quella frase. La punta della piramide prese ad illuminarsi con grande ammirazione di tutti gli archeologi, e mandò il segnale su molti pianeti. In ogni caso, all’interno delle piramidi, che poi erano tombe, riposavano alcune mummie mutanti.
“Si fa presto a dire tutori della legge” così aveva detto lo strano tizio. Le mummie mutanti in esse contenute furono costrette ad alzarsi, e discutere tra loro chi fosse davvero un tutore o chi no.
“Oh, beh, io ho fatto il ciambellano per molti anni” rivelò quella mutante, che non cambiava le mutande, ma solo di martedì, in modo che muti, come i virus.
“Oh, beh, non tutti i ciambellani riescono col buco” rispose quello. “Io invece vedo solo belle giornate, qui in Egitto. Perché secondo te non piove mai?”
L’altra mummia mutante, quella che aveva fatto il ciambellano, si dovette inginoccchiare.
“Oh immenso Faraone, che pensa sempre alle montagne verdi e alle corse di una bambina! Ma quici sono solo papiri e le montagne le fanno con le piramidi. Dalle alpi alle piramidi!”
“Cosa sono le alpi? Le api, vorrai dire”
“Mi, scusi, mio signore” rispose il ciambellano. “Ma, se posso dire la mia, non piove mai perché i papiri fanno da parabrezza”
“Spiegati meglio, e non mi innervosire con questi termini moderni”
“Sì, avete ragione. Noi abbiamo vissuto oltre tremila anni all’interno di questa piramide, e non dovrei sapere cosa sia un parabrezza. Ma in realtà lo so. Lo so e voglio insegnarlo a voi, ché mi sembrate intelligente e pieno di spirito, come tutti i faraoni sono”
“Sei per caso la sfinge?”
“Sì, quasi. Ma volevo parlare dei papiri, i quali…”
Parlò per circa un’ora. Avrebbe anche potuto partire una bella storia sulle mummie mutanti, ma non pensavo che fossero così logorroiche. Se ne accorse anche una pianta di papiro, posto proprio accanto al Nilo, che schioccò la lingua all’interno del palato.

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