Racconto a catena/26

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Il varano non sapeva cosa fare. Certo, Alessandro gli aveva dato tutto. Un nome, Genoveffo. Una teca dentro cui respirare e tenersi a temperatura ambiente. Del cibo. Delle mosche sempre pronte. Aveva notato che ogni qualvolta apriva la finestra, una di quele scorbutiche arrivava per invadere quella casa, e lui la catturava immantinente.
Gli aveva dato anche una compagna, ma non era dutrata molto. Forse, avrebbe dovuto acquistarla viva.
Insomma, era vivo e felice, e si trovava bene con lui. Tuttavia, qualcuno er aimpegnato a cercare dall’Egitto un Alessandro che potesse riaprire la biblioteca di Alessandra, che lui sapeva essere andata a fuoco! Lo insegnavano in tutti i libri di scuola, e lui si sentì perso. Non voleva dirglielo. Non voleva perdere la sua comodità.
Decise di chiedere aiuto a un pappagallo, che, per inciso si chiamava Parrot e non afceva che avere la diarrea tutto il giorno.
“Parrot! Parrot! Ho bisogno di parlarti un attimot!”
Il pappagallo sospirò. Aveva senpre avuto, il varano, quel modo stupido di rivolgersi a lui. “Miseriaccia, che c’è?”
“C’è che Alessandro sta per aprtire per l’Egitto, ma io sono molto legato al mio posto! Che cosa devo fare? Dirglielo, non dirglielo? Tu che ne pensi? Allora? Vuoi rispondermi ono, altrimenti impazzisco? parrot? devo chiamarti Camelot?”
“Se mi fai parlare un attimo, forse ti rispondo!” esclamò il pennuto, lanciandosi in un attacco di diarrea particolarmente sporco.
“Ci porterà con noi, non preoccuparti”
Il varano rispose “Ah.”
Era vero. Mica li abbandonava! Li avrebbe portati con lui in Egitto. La terra dei suoi padri, o così gli avevano detto.
“Secondo te come camminano gli egiziani?”
Il pappagallo sparò una seconda scarica. “Ma sei scemo? Ti metti a citare le canzoni anni Ottanta senza il permesso del metronomo?”
“Metronotte? Che cos’è?”
“Metronomo, vieni pure avanti”
Un oggetto che ricordava una piramide cominciò a riprodurre il nome di dei famosi confetti fatti di gomma arabica, una volta sponsorizzati da Michelle Hunziker.
“Chiamato?”
“Questo varano si preoccupa di citare le canzoni anni Ottanta senza il tuo permesso”
“Ma è orribile! Dovrai pagare pegno per questo!”
Il varano non sapeva cosa dire. Prese una mosca e la mangiò. Attese quale sarebbe stato il suo pegno, ma forse lo avrebbe pagato direttamente in Egitto.

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