Le avventure delle nuvole/50

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50 Le nuvole nei romanzi rosa
“Non siamo che nuvole sospinte dal vento” prese a dire Karen.
Cumy il Cumulonembo fu rapito da quella frase.
“Quanta saggezza dalle tue parole” commentò.
“Chiedo scusa” disse un Cirro. “Ma noi effettivamente ‘siamo’ nuvole sospinte dal vento”
“Tu non sai quando due persone stanno flirtando, vero?” chiese Cumy. Il Cirro non si trattenne: “Non siete persone, siete nuvole”
Cumy allora prese una decisione. Andò da Karen e le disse le seguenti parole: “Non so se sia stato il vento a trasportarmi da te, ma mi hai fatto battere il cuore, sei commovente e non ti ascolto da un po’, perciò non ho idea di cosa io stia dicendo ma amami, amami senza riserve, amami come farebbe il cristallo di ghiaccio con la Virga!”
“Non ho capito nulla” disse Karen. “Anche l’altro giorno hai cercato di provarci con me. Posso sapere perché tutto questo interesse nei miei confronti? Sono una nuvola, non sono una santa”
“Sì, però io vorrei passare la primavera con te” disse Cumy, offrendole un mazzo di fiori bianchi.
“Non so se sia una buona idea, la primavera è fonte di allergie” disse Karen, pensandoci su. Poi notò un nuvolone enorme passare in mezzo a loro.
“Sei un ottimo amico e il tipo di nuvola che le nuvole vorrebbero come compagno.” Disse Karen. “Come vorrei che ci fosse più gente come te! Troverei il mio fidanzato subito”
Cumy ebbe un balzo allo stomaco. Allora aveva ceduto?
“Allora…?” incalzò.
“Allora penso che chiederò di uscire a quel nerboruto Stratocumulo che è passato or ora. Chissà se è come te!”
Karen se ne andò, parlò col nerboruto Stratocumulo e uscirono per prendere una coppetta al gusto nuvola insieme. Cumy, invece, fece scaricare un sacco di fulmini, ma non è che lo volesse, era che adesso odiava la primavera. A ben pensarci, odiava anche l’autunno e l’inverno. Gli bastò odiare gli Stratocumuli per odiare anche tutte le quattro stagioni, pizza compresa.
Decise dunque di andare da chi, di nuvole donne, ne sapeva a pacchi, ossia il signor N. Uvola, un Cirrostrato annoiato che faceva sbuffi di nuvole con la sua pipa.
“Signor N. Uvola” esordì, pieno di timore verso qualcuno che forse aveva anche un vocione. “Vorrei un attimo capire come fare a conquistare Karen”
N. Uvola aspirò e poi tirò tutto fuori. “Mi pare che Karen si sia impegnata col nerboruto”
“Pare anche a me” borbottò Cumy il Cumulonembo. “Ma…”
“Non c’è un ma” disse N. Uvola. “Quando qualcuno si impegna, sarebbe meglio, e onesto, rinunciarvi”
Il Cumulonembo, così, li vide ovunque: al bar, in profumeria, al panificio, in farmacia e in tutti i negozi che avevano una partita IVA, tutti peraltro molto presenti nel cielo. Li vide anche in altre nuvole, li vide anche senza nuvole, li vide pomiciare anche con Georgino davanti, e lui era un aeroplano.
“Li vedo ovunque, caro Georgino! Puoi spiegarmi perché?” chiese Cumy, che ancora non aveva smesso di far piovere.
“Perché non le hai offerto dei cioccolatini, dico io?” chiese Georgino. “Anzi, avresti dovuto offrile il pacchetto sconto che offriamo alle tratte brevi: che sia un tramezzino prosciutto o prosciutto e formaggio, o anche un merendina, la potete prendere solo del venti percento in meno”
Cumy non capì molto bene quel linguaggio tecnico. “Non so se per le nuvole vale come coi passeggeri”
“Non lo so nemmeno io, ma intanto ti direi di provare. Chi lo sa, magari poi fai uscire la grandine come hai sempre desiderato”
Cumy rimase perplesso. Era certo di aver perso almeno un passaggio. “No, il mio sogno è quello di mettermi con Karen, non di grandinare”
“Ah”
Georgino non era mai stato innamorato. In realtà l’unica cosa che gli interessava era volare. Ecco, era quello che amava. E il volo lo ricambiava.
“Mi ricambi, oh” commentò il cielo. Georgino voleva abbracciarlo ma, evidentemente, le ali erano troppo rigide per poter prodursi in quel gesto affettuoso,
Cumy il Cumulonembo, nel frattempo, trovò un altro modo per struggersi. Non era più Karen la sua amata, ma la pioggia stessa.
“Com’è possibile che ogni volta che mi innamoro della pioggia, continuano a cadermi dalle braccia?” si sfogò un giorno col Cirro.
Il Cirro rispose “Per questo motivo non faccio piovere”
Cumy volle improvvisamente diventare un Cirro. Ce l’avrebbe fatta a fare carriera?

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