La massa del sole/05

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Siccome il capitolo precedente era durato un centinaio di parole in più, notai che c’era stata un’interferenza nel cielo. Le nuvole avevano segnato un segnale di divieto.
Mi chiesi cosa potesse significare. Non aveva neanche la patente, per cui non sapevo riconoscere i fischi ed i fiaschi. Non era con me che bisognava parlare di precedenze, rotatorie e rotazioni. Io mi intendevo solo di cappucci.
E di meloni. In quel periodo avevo una grande collezione di meloni, che cambiavo ovviamente ogni tre mesi perché, non capivo come, tendevano a puzzare.
“RoboLupo, dai un pugno alla capra, dai!”
“Alma” rispose a bassa voce, qualunque cosa volesse significare, e diede effettivamente un pugno alla capra, la quale rispose però con un raggio alla cannella e uno al lampone.
“Maledizione, lo ha fermato!” esclamò il lupo. Fu costretto a scappare una seconda volta e a tornare un’altrettanta volta, con in bocca una serie di batterie.
“RoboLupo, però ti devi impegnare, che cosa sono queste risposte evasive?”
“Signore, non mi interessa. Rispondi mai.”
“Eppure c’è qualcosa che non va…” borbottai. Improvvisamente sentii ridacchiare.
“Cavolo, che cavolo! Ti sembra divertente far rispondere il povero Robolupo in quel modo e dunque lasciarlo indebolire?”
“Sì” rispose quello, dopo un lungo silenzio.
“Che cos’è il silenzio, un ventilatore?” si chiese giustamente l’automa. “E i ventilatori, allora? Possono ben costruire il mio curriculum?”
“Curriculum? Ma ti ho costruito poco fa!” esclamò esasperato il lupo. Stava cominciando a pensare che forse era meglio diventare vegetariano. In fondo, il cavolo ricordava la testa di un animale che amava giocare a biliardo.
La capra, sentendosi esclusa, chiese “Allora posso andarmene?”
“Se riesci a costruire una zattera, forse potresti ritenerti fortunata perché c’è una barca proprio a qualche passo” disse RoboLupo, che per la prima volta aveva detto una cosa sensata. Poi esplose.
“Dove devo andare io non mi servono zattere, che poi quella è una barca a remi” osservò lei. “Cannone laser, riesci a trasformarti un un elicottero supersonico?”
“Forse”
Diventò un tostapane a energia eolica. E così, con l’energia del vento, la capra si salvò, ma in il cavolo, che venne mangiato da un lupo genio ma inesperto. RoboLupo, invece, cominciò a insegnare lingua all’università.

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