Le tre del pomeriggio.

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Succedono così tante cose alle tre del pomeriggio che potrei stare qui a raccontarle tutte e riempire i miei pensieri così. Invece, c’è un fatto di cui voglio parlare, accaduto proprio alle tre del pomeriggio.

C’è un colle, vicino Gerusalemme. All’incirca nel 30 dopo Cristo era occupato dai romani, e lì morivano i malviventi, sotto la pena crudele della crocifissione, a mio avviso la peggiore esistente.

Quel giorno c’erano tre croci. Quella in mezzo aveva persino la motivazione della condanna, scritta in latino, in aramaico e in greco.

Quel giorno, alle tre del pomeriggio, si fece buio improvvisamente. Un uomo aveva appena urlato, prima di morire. Sono sicuro che anche i presenti si sono sconvolti, nel vedere terremoti, gente che resuscitava e il velo del tempio spaccato. Quel giorno, molte persone rimasero in silenzio, attonite, senza dare troppo conto ai fenomeni che stavano accadendo.

Eppure quell’uomo aveva dato modo di dimostrare quanto fosse grande, con i segni, ma anche con le parole. Molte persone aveva perdonato, guarito, conosciuto. Molte altre persone hanno deciso di seguirlo senza pensarci due volte, altre persone ancora hanno rinunciato.

E ancora, attorno a sé ha voluto un cocciuto, un esattore delle tasse, pescatori e un traditore. Gente semplice, che in quel momento, su quella collina, non c’era.

La croce su cui era appesa sanguinava. Quello stesso sangue che la sera precedente era stato in dono come memoriale. Accanto a lui, alla sua destra, un altro morto sorrideva. L’altro no.

Sono le tre del pomeriggio. Lui aveva reso lo spirito, e assieme a lui c’era il ladrone pentito. Aveva davvero fatto nuove tutte le cose, ma ancora il mondo non era pronto ad accoglierlo.

Questo stesso articolo è uscito alle tre del pomeriggio. Ai piedi della croce, una povera madre piange suo figlio. Accanto a lei, il discepolo amato la consolava. Tutti gli uomini consolano quella madre, e pensate che il momento in cui quell’uomo è stato deposto dalla croce per poi finire sulle gambe di sua madre è stato reso un momento iconico della storia dell’arte.

Quindi non sono solo io. Ma forse adesso è meglio allontanarci. La condanna è finita, c’è poco da guardare.

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