Di pere e compleanni.

Di pere e compleanni.
Madame Pera scese da quella scalinata con il suo abito migliore. Squadrò tutti i convenuti altera, giudicandoli uno alla volta.
Il kiwi, la mela, il pompelmo, la papaya. Il perfido Lord Banana, con il suo calice in mano.
“È così piena di sé” borbottò la ciliegia alla fragola. Quella non rispose perché incantata nel vederla scendere i gradini.
Saltellare forse era il verbo giusto.
“Miei cari!” esordì comunicando falsità ad ogni sillaba. “Grazie per essere venuti al mio compleanno”
“Oh, sì, siamo venuti” rispose l’arancia. “Ma, perdonami, la torta alla pera potevi anche risparmiartela”
“E con questo?” ribatté piccata la padrona di casa. “Cos’ha che non va la mia torta?”
Al centro del buffet troneggiava un dolce glassato, decorato da spicchi di pera.
“Qualcuno… ecco, qualcuno potrebbe pensare che voi siate affetta da cannibalismo”
A quella dichiarazione, parve che l’intera sala avesse tirato su col sospiro.
“Sarebbe davvero perturbante, cara contessa” si limitò a replicare Madame Pera, per nulla impressionata. “Ma, ditemi, siccome avanzate tali illazioni non avete mai assaggiato nessuna aranciata, vero?”
L’agrume si aspettava quella ribattuta e i limitò a ridacchiare coprendosi la bocca con la mano, qualora ne avesse una le dita sarebbero sostituite da degli spicchi arancioni.
“E va bene, mia cara Madame. Che ne dice se ci sfidassimo a duello?”
“Un agrume con una pera!” esclamò la Centrale Lady Mela. Nessuno sapeva perché “Centrale”, meno che mai perché il maiuscolo, ma quando parlava, ogni medico spariva.
“Nessuno ha mai visto scempiaggini del genere”
Eppure le due signore si posero l’una di fronte all’altra. Tirarono fuori l’una un coltellino, l’altra uno spremiagrumi.
Poco prima che potessero fare qualcosa, però, entrò dalla finestra un’ape.
“Scusate il ritardo, mio Dio! Ho avuto una giornata tragica, oggi, all’alveare” annunciò. Madame Pera s’indignò.
“Chi siete? Era una festa esclusiva!”
“Eppure ho il vostro invito” disse lei, consegnandole il plico. “E ho anche qui un barattolo di miele, augurandovi un felice compleanno”
Madame Pera e la Contessa Arancia scrutarono il vasetto. Era vero, ci si poteva fare un ciambellone della pace, anche solo con quei tre ingredienti.
E il ciambellone sostituì l’algida torta glassata.

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