La massa del sole/19

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“Dovrò scendere a patti con questo confine” dichiarò Apollo. L’aragosta cominciò a schioccare le chele.
“Non sei d’accordo, lo so, non c’è bisogno di dirlo ogni due per tre”
“Eh? Ma chi ti considera? Io in realtà stavo ballando il tip tap dell’Aragosta. Non senti nell’aria questa musica?”
“Aria? Musica? Lo spazio è sottovuoto, scemo”
“Ma chi te l’ha detto? Oh mio Dio…”
L’aragosta sembrava davvero sconvolta. Cominciò a tossire e a diventare bianca.
“Non riesco a respirare” dichiarò tra i rantoli. “Ma che mi hai detto? Lo spazio sottovuoto… ahhh… muoio…”
Si fermò. Immobile. Apollo era vagamente conscio di aver ucciso un crostaceo, sennonché due secondi dopo tornò più in forma di prima.
“Ma dai!” esclamò. “Lo spazio porta tanta di quella musica che mi stupisco tu non la seta! Ah già, hai le orecchie tappate da quel boato clamoroso che chiami reattore”
Continuò a ballare il tip tap dell’aragosta sbattendo le chele, in un rumore fastidiosissimo, accompagnato da una musica che sentiva solo lei.
Apollo si avvicinò con circospezione, onde studiare il modo migliore per entrare. Per quanto ne sapeva e per quanto gli aveva comunicato Houston, ogni pianeta aveva un punto debole, e da lì sarebbe entrato per invadere il corpo celeste, prelevare la mozzarella e portarla alla mora selvatica, che, dopo tutti quegli anni, era ormai addomesticata, marcita, o maturata. E dunque, digerita. Ma Apollo non poteva saperlo e la storia deve andare avanti.
“L’aragosta che balla il tip tap” fece l’animale “Non può fare sul suo smartphone tap/perché sa che ogni volta che fa tap/deve ascoltare la trap”
E cantò versi simili ogni volta che le andava. Apollo afceva fatica a concentrarsi e a un certo punto cominciò a girargli la testa.
“Mi sa che devo fare benzina, o quantomeno avere carburante per continuare a volare. Sai dove si trova una pompa benzina qui nei paraggi?” chiese educatamente.
Il crostaceo continuava a ballare e a canticchiare “La benzina” fece “Non è certo l’amuchina/ma in questo tip tap/ nessuno al mondo potrà aspirare un tap”
Apollo era abbastanza sicuro che fossero strofe inventate sul momento. Cercò da solo un benzinaio, che, fortunatamente, era vicino a Squinzios.

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