Origami

L’origami del cigno era diventato di una spocchia evidente. Ormai tutti lo odiavano, ma dovevano fare finta di amarlo altrimenti si sarebbe offeso.
Accadde dunque che costui andò nell’Origami città, perché doveva fare una commissione per l’Origami stagno.
Entrò impettito dal fabbro, e gli ordinò “Un origami ponte, grazie”
Quello lo squadrò e rispose, con più freddezza del dovuto. “Ci vorranno almeno tre giorni per costruirlo. Sa, la carta.”
“Non capisco perché deve parlare in questo modo” rispose il cigno, sbattendo le ali in un frush frush agitato. “lei deve sorridere, chiaro?”
“Non mi hanno costruito col sorriso, mi dispiace”
“No, è che ti odiamo tutti” fece l’origami gufo, che proprio in quel momento batté le Origami tre.
Per quel motivo fu una notizia. “Come osi?” chiese. “è perché faccio odore di muschio selvatico?”
“Ehm… no”
Anche quel fabbro stava prendendo coraggio.
“Perfetto! Allora vi andrà bene se chiederò il mio ponte a degli scacchisti!”
Così dicendo, l’Origami Cigno andò verso il team degli scacchisti, tuttavia lo trovò chiuso. Sprangato.
“Out of business” così recitava il cartello. Era proprio finito.
“Mi ricorda la stazione di Sinistrate sul Sinistro” disse quel pennuto che pennuto non era.
“Ma adesso come farete a camminare?” chiese qualcun altro. Era una voce che l’uccello alato non riuscì a captare, ma la domanda volò lo stesso, nel paese più ventoso del mondo.
“Io non cammino” rispose. Un origami palo della luce ridacchiò “Certo che non cammini, tu voli, vero?” E rise.
“Indovinato, ma non vedo perché dovrebbe essere così ilare la mia affermazione”
“Beh, guardati. Sei di carta. Non faresti un salto neanche se questo fosse una salsiccia”
Il cigno stava pensando che forse non era così amato da tutti. “Ah, dici questo perché sei invidioso. Invece sono anche campione nel salto in lungo”
Tutt’attorno c’era una strada dove degli origami macchine passavano indisturbate. È la storia di Teodorando, che stava guidando, e si trovò un cigno proprio sull’asfalto. Inchiodò e non fece nessun incidente, ma quell’idrante non fu più lo stesso da allora. Prese a bere inchiostro.
“Ma cosa fai?” chiese urlando Teodorando.
“Sto volando” rispose cignando.
E tutti e trentatré trotterellando.

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