La massa del sole/22

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Attesero. Giorni dopo arrivò una carrozza trainata da quelli che sembravano cavalli, guidati da un materassino di gomma, simile a quelli che stavano a galleggiare in estate sul mare.
“Buonasera” annunciò tutto fiero quello.
“Difficile dire se sia giorno o sera nello spazio interstellare” commentò Apollo.
“Stai zitto, per favore. È ora di annunciare la Granduchessa”
Il materassino balzellò come sapeva fare solo lui e aprì una delle porte, su cui era disegnata una fantasia che Apollo non riuscì a riconoscere.
La Granduchessa era semplicemente una Bussola. Era tonda, enorme, e indicava il Nord Bussola che, in quel momento non esisteva, dato che nello spazio era difficile quantificare un nord.
“Buonsalve” esordì, in una maniera non conveniente all’etichetta. “Chi è che fa benzina qui? Non è meglio avere i cavalli?”
In effetti erano cavalli, come potè notare Apollo. Nitrivano. Erano solamente arancioni.
“Io” rispose Fabrizio, diventato dunque un polpo minuscolo. “Qualcosa non va, Granduchessa?”
“Devo entrare dentro il fenicottero per un affare di stato importantissimo, mi puoi dire come fare?”
“Beh, semplicemente un coltello”
Apollo sentì montare dentro di sé un’ira iraconda. Perché aveva perso così tanto tempo se la risposta era più semplice di quel che sembrava? E perché alla Granduchessa non aveva messo nessuna difficoltà?”
“Tu! Dove pensi di andare?” chiese la Bussola ad Apollo, che aveva anche acceso i motori. “Devo pagare i dobloni a Fabrizio. Non è che campa d’aria, eh”
“E voi come fate a sapere che ho un debito col benzinaio?”
“Sono una Granduchessa, conosco molte cose. Per esempio, so che voi sulla Terra avete la Stella Polare. Noi invece la chiamiamo Agata”
“Agata”
“Sì, l’hai pronunciato bene, non male per uno shuttle. E adesso paga, babbeo”
La carrozza ripartì. Era incredibile come una bussola impazzita, che aveva come vetturino un materassino di gomma, avessero detto a lui di pagare un debito di dobloni, moneta fuori corso, a un benzinaio esploso.
“Non hai ancora i soldi” gli fece notare. Lo shuttle avrebbe tanto voluto avere dei missili terra/aria.
“Ti toccherà aspettare un altro ospite e sperare che sia più generoso”

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